di Letizia Cini

Riconoscere i segnali di allarme per praticare attività fisica in sicurezza. "La tecnologia è diventata uno degli alleati più importanti degli sportivi, in quanto fornisce strumenti di auto-valutazione indispensabili per dosare il carico di allenamento e tenere sotto controllo i propri parametri vitali, come ad esempio il battito cardiaco", spiega Giovanni Serni, medico sociale Acf Fiorentina Prima Squadra.

Consapevolezza e informazione, quindi: app che, nella versione gratuita, permettono di monitorare i tempi, il percorso (grazie al gps dei telefoni), il dislivello e l’andamento della velocità durante la sessione di allenamento. Non solo gli atleti professionisti oggi utilizzano cardiofrequenzimetri o sportwatch, con app per smartphone (integrate anche con i più comuni smartwatch), capaci di tracciare le proprie sessioni di allenamento.

Dispositivi utili, dottor Serni?

"Utilissimi: grazie agli orologi ’intelligenti’ ora è possibile misurare la frequenza cardiaca e monitorare le calorie bruciate, calibrando il giusto il recupero funzionale e organico, evitando dannosi sovraccarichi".

Se l’esercizio fisico regolare fa bene, eccedere può diventare pericoloso: come evitarlo?

"Un certificato di idoneità all’attività fisica non consente uno sforzo elevato. L’attività endurance può essere nociva alla funzione cardiovascolare in presenza di fattori di rischio che vengono valutati in corso di visita medico sportiva al fine di non peggiorare situazioni preesistenti. Per praticare un’attività fisica in sicurezza è bene farsi consigliare da addetti ai lavori, soprattutto dopo la lunga pausa di inattività generata dal lockdown".

Quando e perché gli atleti di professione mettono a rischio la salute del proprio cuore?

"Quando non ci sono state adeguate e complete valutazioni e nel momento in cui subentrino nuovi sintomi non rilevati precedentemente".

Spesso lo sportivo amatoriale entra in sfida con se stesso: perché?

"È una forma mentis molto diffusa. Chi corre, gioca a calcetto, va in bicicletta, occasionalmente o nel fine settimana, non conosce i propri limiti e rischia di mettere a repentaglio la propria salute proprio in quanto “spende“ più di quanto potrebbe. Per coloro che vogliono iniziare, o ripartire, con discipline anche a basso impegno, è indispensabile una valutazione completa dello stato psicofisico".

Quanto influisce il passare degli anni?

"Molto, l’età di per sé viene considerata un fattore di rischio. Le malattie cardiovascolari sono un gruppo di patologie a carico del cuore eo dei vasi sanguigni: a livello mondiale, ed in particolare nei Paesi con uno stile di vita tipicamente occidentale, rappresentano la principale causa di morte. Questo triste primato, purtroppo, spetta anche all’Italia".

Suggerimenti pratici, dottor Serni?

"Per chi vuole praticare sport a basso impegno cardiovascolare è sufficiente una visita antropometrica con misurazione della pressione arteriosa e elettro cardiogramma basale. Per coloro che intendano invece svolgere attività più impegnative, è necessario eseguire test da sforzo e spirometria. Indispensabile, la qualità del sonno e anche l’ambiente che ci circonda. La vita sedentaria resta sempre e comunque il male maggiore".