HIV, prima regola: evitare i rischi
HIV, prima regola: evitare i rischi

SE IN FATTO DI SALUTE ‘prevenire è meglio che curare’, nell’ambito delle malattie sessuali adottare un comportamento di prevenzione diventa prioritario, anzi doveroso in quanto il rapporto sessuale gioca un ruolo fondamentale nella diffusione delle infezioni. E la prevenzione si basa fondamentalmente su due pilastri: la protezione meccanica durante i rapporti, cioè l’uso del preservativo, e le vaccinazioni oggi disponibili. «Contro la possibilità di contagio non dobbiamo mai abbassare la guardia – afferma Fabrizio Pregliasco, virologo dell’Università degli Studi di Milano e direttore sanitario dell’IRCCS Galeazzi –. Soprattutto nei periodi di vacanza si possono presentare situazioni allettanti che potrebbero indurci a trasgredire. Guai perdere il controllo, il senso della responsabilità, e lasciarsi andare perché potremmo giocarci la salute e addirittura la vita». Attenzione, quindi, anche all’abuso di alcolici e alle droghe che potrebbero alterare la percezione del rischio.

Le possibilità di incappare in una malattia, infatti, sono tante. Le patologie più preoccupanti sono quelle dovute alla trasmissione virale. Basta pensare all’Hiv, alle epatiti A, B e C, al papilloma virus umano, all’herpes simplex. Ma anche i batteri non scherzano: possono procurare gonorrea, sifilide, e clamidia. I funghi, poi, sono responsabili della candida e i protozoi (microrganismi unicellulari) della tricomoniasi. Un panorama complesso e minaccioso.

«In ogni caso ‘prevenire’ è la parola d’ordine – ribadisce Pregliasco –. È bene che tutti conoscano i rischi e le diverse vie di trasmissione. Ma tenete conto che vaccinarsi contro una malattia, come per esempio l’Hpv, non protegge dalle altre possibili infezioni. Se un rapporto è occasionale, deve sempre essere adeguatamente protetto». Bisogna inoltre evitare la condivisione di spazzolini da denti, aghi, rasoi e di tutti gli oggetti che possono danneggiare la pelle o le mucose permettendo la facile trasmissione di virus e batteri. E possono essere a rischio anche i tatuaggi e i piercing, se eseguiti con strumenti non perfettamente sterilizzati e in ambienti non adeguati.

Per prevenire l’infezione da papilloma virus (Hpv) e da epatite A e B è possibile vaccinarsi. La vaccinazione anti-Hpv viene oggi effettuata gratuitamente a femmine e maschi in età adolescenziale (12 anni). La vaccinazione anti-epatite B è invece stata inserita nel mix vaccinale gratuito dispensato dal pediatra a partire dai 3 mesi di vita del neonato.

FABRIZIO PREGLIASCO “Guai a perdere il controllo, il senso della responsabilità, e lasciarsi andare perché potremmo giocarci la salute”

Alcune, tra le diverse infezioni sessualmente trasmesse si risolvono in pochi giorni o settimane senza lasciare conseguenze, come nel caso della candida. Altre possono decorrere in modo del tutto asintomatico per molto tempo, ma causando serie alterazioni funzionali di alcuni organi come, per esempio, nel caso dell’Hiv o della clamidia che causa danni a carico delle tube con conseguente infertilità. In ogni caso, qualora si nutrano sospetti, sarà bene controllare se compaiono piaghe nelle zone genitali, anali o in bocca, se si verificano secrezioni dal pene o perdite vaginali, ingrossamenti dei linfonodi soprattutto nell’area inguinale, bruciori, pruriti locali, dolori pelvici e febbri persistenti. Nel caso di dubbi per infezione da Hiv, la diagnosi viene formulata con un esame del sangue (test ELISA) in grado di rilevare la presenza degli anticorpi specifici del virus. E, comunque, un test ELISA positivo deve essere sempre confermato da un ulteriore test Western Blot. Nei primi mesi dopo un eventuale contagio (il cosiddetto periodo finestra) il virus può non essere ancora rilevabile. Oggi, però, esistono test precoci (antigene p24) per determinare la positività all’infezione.