Guarire dal cancro oggi è sempre più possibile
Guarire dal cancro oggi è sempre più possibile

Bologna, 14 luglio 2020 - Uscire da un tumore oggi è possibile, grazie alla diagnosi precoce e a terapie sempre più mirate. Se, statistiche alla mano, il numero dei pazienti che possono considerarsi guariti continua ad aumentare, il ritorno al lavoro e alla vita di chi ha avuto una malattia neoplastica può risultare problematico, in particolare quando manca un adeguato supporto. In quest'ottica l'associazione Onconauti, che ha sede a Bologna, ha messo a punto, Return to work (Ritorno al lavoro), progetto innovativo basato sull'educazione a un corretto stile di vita, prima arma per combattere le recidive e di grande aiuto per il reintegro professionale di chi ha superato una patologia oncologica. Stefano Giordani, oncologo e medico del lavoro a Bologna, direttore scientifico degli Onconauti, traccia il quadro del fenomeno: 'Attualmente il 6 per cento della popolazione italiana ha avuto una malattia neoplastica; 50 per cento ha un'età inferiore ai 65 anni, quindi è ancora in piena età lavorativa. E, più in generale, il 50 per cento dei dipendenti con più di 50 anni ha sviluppato almeno una malattia cronica'. La ripresa dell'attività spesso è complicata dalla persistenza di disturbi fisici, legati agli effetti collaterali tardivi delle terapie e psichici, connessi allo stress indotto dal timore delle recidive. Nel 50 per cento dei casi, rivela uno studio condotto su donne operate al seno a Bologna che si rifà a quello del 2017 dell'agenzia europea Osha, i sintomi causano una disabilità lavorativa con sintomi di varia gravità. 'Le assenze prolungate sono frequenti e molti pazienti arrivano purtroppo a perdere l'occupazione - prosegue Giordani - . Test specifici hanno dimostrato che occorre molto tempo per ristabilirsi. 'Return to work' è un programma che risponde al bisogno di recupero della salute e dell'efficienza produttiva, basato sull'apprendimento di strategie per il benessere, attraverso il cambiamento delle abitudini quotidiane'. Il progetto, che sarà presentato il 5 settembre prossimo a Farete, vetrina delle eccellenze dei servizi in programma a Bologna, si struttura in tre fasi. 'Il primo step – spiega l'esperto - consiste in un confronto con i vertici aziendali, dove si tracciano le criticità legate alla presenza di lavoratori rientrati dopo un tumore e di quei dipendenti che soffrono di una patologia cronica. Si studia insieme il modo migliore per affrontarle. Successivamente si organizzano incontri con i diretti interessati, offrendo loro un percorso di educazione a un corretto stile di vita che si perfeziona - e siamo al terzo momento del progetto – con la partecipazione corsi e trattamenti praticabili presso le sedi degli Onconauti, diffuse ormai in tutta Italia. Sono disponibili corsi di yoga, incontri con nutrizionisti e psicologi, sedute di riflessologia plantare, shiatsu, fisioterapia e arte terapia' . L'obiettivo – precisa Giordani - è portare i pazienti ad essere proattivi rispetto al mantenimento del benessere. Troppo spesso si demanda ai medici la responsabilità della propria salute, ma se è vero che i sanitari hanno il compito di curare, prevenire le patologie spetta a ognuno di noi con l'adozione di un corretto stile di vita, che non passa solo attraverso la dieta e il movimento. In molti casi è necessario ripensare radicalmente il proprio modo di essere. Considerate le evidenze scientifiche, gli oncologi dovrebbero iniziare a raccomandare specifici percorsi riabilitativi dopo i trattamenti. Come associazione, abbiamo creato nella provincia di Bologna un network comprendente otto sedi operative e siamo disponibili ad affiancare la struttura pubblica nella risposta a questo importante bisogno'.