Un esemplare di gorilla
Un esemplare di gorilla

Almeno due gorilla dello zoo di San Diego, uno dei più grandi e famosi parchi zoologici del mondo, sono risultati positivi al SARS-CoV-2. Sospetta infezione anche per un terzo esemplare, che come dichiarato dal governatore della California Gavin Newsom, sta evidenziando sintomi caratteristici del Covid-19. Si tratta dei primi casi documentati di infezione naturale da Coronavirus tra le grandi scimmie, che confermano le precedenti valutazioni scientifiche sugli animali più a rischio di contrarre la malattia.

Al momento le condizioni dei primati non destano troppa preoccupazione. "A parte un po' di congestione e tosse, i gorilla stanno bene", ha reso noto la direttrice dello zoo Lisa Peterson, sottolineando che gli esemplari si trovano in quarantena sotto stretto monitoraggio medico. Fonti ufficiali interne alla struttura hanno fatto sapere che il contagio è probabilmente partito da un membro dello staff positivo e asintomatico, sebbene sia difficile stabilire in che modo possa essere avvenuta la trasmissione del virus.

Gli operatori dello zoo di San Diego, che è chiuso al pubblico da mesi, seguono infatti protocolli molto rigidi per prendersi cura degli animali (dispositivi protettivi, igiene delle mani, distanziamento); una precauzione resa ancora più necessaria dopo i contagi riscontrati qualche tempo fa tra le tigri e i leoni di uno zoo del Bronx.

Nonostante il discreto stato di salute dei gorilla californiani facciano sperare in una pronta guarigione, attualmente gli esperti non sono in grado di dire se il Covid-19 possa avere conseguenze letali nei primati antropomorfi. Servono insomma cautela e grande attenzione, soprattutto perché i gorilla, così come altre specie potenzialmente suscettibili al Coronavirus, sono considerati a rischio estinzione.