"Sono seicento, ogni anno, i melanomi diagnosticati, tramite esame istologico, al Sant’Orsola-Malpighi di Bologna: un bilancio che ci pone tra i centri italiani con il più elevato numero di identificazioni di questo tipo di tumore cutaneo".

Così Emi Dika, responsabile del Centro melanoma del Policlinico. "Arrivare a così tante diagnosi e quindi al successivo percorso chirurgico che vede la collaborazione tra noi, oncologi, chirurghi plastici, generali e maxillo-facciali, ma anche radiologi e otorinolaringoiatri – sottolinea la specialista – può essere dovuto a una maggiore consapevolezza della popolazione e alle numerose campagne di screening effettuate negli ultimi dieci anni". Ma spunta anche l’ipotesi legata alla posizione geografica del territorio.

"Un fattore negativo può essere l’esposizione intermittente e saltuaria di gran parte della popolazione della nostra regione al fine di abbronzarsi. Spesso le famiglie – spiega la professoressa Dika, associata di Dermatologia all’Alma Mater –, ma soprattutto i giovani che partono da Bologna per andare il fine settimana nella Riviera romagnola, arrivano al mare all’ora di pranzo e si espongono così ai raggi solari senza rispettare gli orari e le norme consigliate, come evitare di stare al sole nelle ore centrali della giornata e senza ombrelloni protettivi".

Quindi, dal momento che l’incidenza dei tumori cutanei è in continuo aumento, diventa sempre più importante tenere la pelle sotto controllo. "I melanomi sono tra i tumori più frequenti al mondo – precisa Dika –. Ormai sono circa 12.300 i nuovi casi diagnosticati ogni anno in Italia e questo tumore è il terzo in pazienti al di sotto dei 50 anni. E sono sempre più numerosi anche altri cancri cutanei, che si manifestano nella stragrande maggioranza dei casi in pazienti di età superiore ai 60 anni, come il carcinoma a cellule squamose e il carcinoma a cellule basali".

Con la ripresa dopo il lockdown, adesso si punta sulla telemedicina.

"Il Sant’Orsola e l’Azienda Usl stanno portando avanti un nuovo progetto: una piattaforma telematica di Healthmeeting che permetterà una consultazione multidisciplinare on line dei casi complessi. Il dermatologo – anticipa Dika – si potrà collegare con un team di esperti per confrontarsi e poi prendere una decisione diagnostica - terapeutica per il proprio paziente". E non è tutto, perché sotto le Due Torri si stanno mettendo a punto nuove tecniche per prevedere l’evoluzione di un melanoma.

"Le ricerche in ambito oncologico sono in continua evoluzione. Frutto della collaborazione con la biotecnologa Manuela Ferracin, e Mattia Riefolo, specializzando in Anatomia patologica, abbiamo lavorato per determinare la prognosi del melanoma – prosegue la dermatologa –, mettendo a punto un metodo per misurare nel tessuto tumorale i microRna, piccole molecole, le cui alterazioni possono avere conseguenze sui meccanismi di proliferazione cellulare, permettendo di valutare l’aggressività del melanoma. Il nostro lavoro è stato recentemente pubblicato sulla rivista Journal of Investigative Dermatology".

La professoressa Annalisa Patrizi, direttore della Dermatologia di Sant’Orsola, Bellaria e Maggiore, sottolinea un fiore all’occhiello della struttura: "Usufruiamo, e siamo tra i pochi in Italia, di un nostro Laboratorio di dermatopatologia, di cui è responsabile il dermatopatologo Cosimo Misciali: vengono effettuati quasi 5mila referti istologici ogni anno, sia per tumori sia per malattie infiammatorie cutanee. In questo modo riusciamo a confrontare al nostro interno la diagnosi clinica-dermoscopica computerizzata della lesione e l’esame istopatologico. Questo approccio è molto utile nella corretta diagnosi delle patologie infiammatorie e neoplastiche". Ma ci sono anche vantaggi in sala operatoria. "La presenza del Laboratorio nella nostra struttura – aggiunge la specialista, ordinario di Dermatologia all’università – ci permette, inoltre, di analizzare il tessuto tumorale già durante l’intervento, attraverso la tecnica chiamata ’chirurgia microscopicamente controllata di Mohs’, nel caso di asportazione di neoplasie non melanoma localizzate in aree molto delicate come quelle del volto, dei genitali e dell’apparato ungueale. Si creano, così, difetti chirurgici minori e di conseguenza ferite più piccole. Inoltre, abbiamo anche un laboratorio congiunto con la Anatomia patologica della nostra Università per i tumori cutanei più estesi, rimossi in sala chirurgica, in modo da valutarli insieme".