Gli effetti positivi del caffè si sentono subito, ma anche quelli negativi

Secondo una ricerca sui suoi effetti a breve termine, il consumo di caffè stimola l'attività fisica, ma fa aumentare le aritmie e riduce la durata del sonno

18/11/2021

Il caffè è un argomento che piace sempre molto agli scienziati e gli studi sui suoi effetti si sprecano. In questo nuovo caso, i ricercatori dell’Università della California a San Francisco hanno sperimentato su cento volontari le conseguenze in tempo reale del consumo di caffè. Gli effetti a breve termine si sono rivelati sia positivi che negativi: stimola l’attività fisica, ma al tempo stesso fa aumentare le aritmie e riduce la durata del sonno.

 

Due settimane a caffè alternato

 

Nell’arco di due settimane consecutive, i cento partecipanti – metà uomini e metà donne con un’età media di 38 anni – dovevano bere o evitare il caffè per due giorni, quindi nei due giorni successivi fare il contrario, e avanti così alternando consumo e “digiuno”. Per tutta la durata dell’esperimento hanno indossato dispositivi per misurare il battito cardiaco, l’attività fisica, il sonno e la glicemia. Ogni volta che bevevano un caffè dovevano segnare l’orario e tutti i giorni completavano un questionario su quante tazzine si erano fatti.

 

Attività fisica su, sonno giù

 

I ricercatori hanno osservato che il consumo di caffè risultava associato a un aumento del 54% delle contrazioni ventricolari premature, un’anomalia che viene avvertita come un battito cardiaco saltato. D’altro canto, a una maggiore quantità di caffè corrispondevano meno episodi di tachicardia sopraventricolare, un’accelerazione improvvisa del battito rispetto alla normalità.

 

Per quanto riguarda la spinta all’attività fisica, ogni singolo caffè bevuto comportava 600 passi percorsi in più al giorno; i partecipanti in media registravano 1000 passi extra nelle giornate in cui era concesso il caffè rispetto alle giornate “a secco”. Gli effetti si sono fatti sentire anche sul sonno, ma in senso negativo: ogni caffè si traduceva in 18 minuti in meno di riposo, e in media i partecipanti perdevano 36 minuti di sonno quando avevano bevuto caffè nella giornata. Si sono poi notate differenze fra i volontari legate alle varianti genetiche che portano a metabolizzare più o meno rapidamente la caffeina. Nel primo caso si riscontravano più spesso contrazioni ventricolari premature; nel secondo, crescevano i minuti di sonno perso.

 

Una relazione complessa

 

“Una maggiore attività fisica, che sembra indotta dal consumo di caffè, ha numerosi benefici sulla salute, come un rischio minore di diabete di tipo 2 e di diversi cancri, ed è associata a una maggiore longevità”, dice il cardiologo e autore principale Gregory Marcus; “D’altro canto, la riduzione di sonno è associata con una varietà di ricadute avverse, psichiatriche, neurologiche e cardiovascolari”. Senza contare la questione delle aritmie: “Questi risultati evidenziano la complessità della relazione tra caffè e salute”.