Ricevere cure, consulti specialistici e terapie sanitarie senza muoversi dalla propria abitazione grazie alla telemedicina. Ne hanno beneficiato per tutto il periodo di lockdown i pazienti e i loro familiari del reparto di Anestesia e Terapia del dolore dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Pisana diretto dalla dottoressa Adriana Paolicchi (nella foto). Una vera e propria rivoluzione offerta gratuitamente dal Servizio Sanitario regionale che, specie durante i primi e smarriti giorni della diffusione del Covid-19, ha abbattuto le barriere della distanza fisica e geografica facilitando sia la comunicazione tra medico e paziente sia l’erogazione di diagnosi e controlli da remoto. Efficiente, dinamica e a portata di un click, la telemedicina si è rivelata un prezioso alleato agli albori della pandemia quando il team della dottoressa Paolicchi, per scongiurare l’aumento di contagi e gli accessi al policlinico pisano, ha strizzato l’occhio alla tecnologia offrendo monitoraggi, percorsi diagnostico-terapeutici e l’imprescindibile contatto coi malati.

Dottoressa, quando ha capito che la telemedicina sarebbe stata l’unico strumento per affrontare un’emergenza inedita quale il Coronavirus?

"Ormai da qualche anno io e la mia equipe tocchiamo con mano le straordinarie potenzialità dell’innovazione tecnologica e, più in generale, della robotica medicale e collaborativa. Agli inizi di marzo, poco prima che i decreti ministeriali aprissero la stagione dell’isolamento, mi sono chiesta cosa potessi fare nell’immediato per evitare assembramenti in reparto e garantire al contempo le cure a buona parte dei nostri pazienti, specialmente quelli anziani e affetti da patologie croniche. Nel giro di pochi giorni abbiamo calendarizzato controlli e consulti online effettuando le visite ambulatoriali programmate".

Questo sistema andrà a sostituire la medicina tradizionale?

"Niente affatto. La telemedicina semmai la affianca e la integra con nuovi canali di comunicazione e tecnologie innovative andando ad affinare l’assistenza sanitaria e offrendo alle persone le miglior cure possibili. Infatti, poco dopo aver avviato questo percorso, si è creato un circolo virtuoso, una catena di montaggio tra il nostro reparto, il medico di famiglia e la farmacia territorialmente più vicina ai pazienti che, dopo la visita telematica, provvedeva a consegnare a domicilio la terapia al malato evitandogli qualsiasi spostamento".

Quali sono i punti di forza di questa procedura?

"Siamo riusciti a visitare in realtime persone residenti fuori regione abbattendo costi, velocizzando procedure burocratiche e trasmettendo online esami diagnostici nel rispetto della privacy e dei dati sensibili. Al tempo stesso abbiamo contenuto il pericolo contagi garantendo sicurezza a pazienti, familiari a e tutti gli operatori sanitari presenti in ospedale. La vera sfida consiste nel beneficiare di questo prezioso alleato non solo in emergenza ma anche nelle situazioni di normalità".

Qual è stata la reazione dei pazienti di fronte ai controlli a distanza?

"Positiva ed efficace. Avevamo qualche timore nei confronti degli anziani che invece, aiutati da figli o nipoti, si sono dimostrati subito collaborativi e grazie ai loro smartphone dotati di videocamera hanno potuto indicarci durante le visite i punti di dolore. Inoltre il consulto a distanza ha fornito vantaggi anche sul piano emotivo e psicologico dei malati che hanno affrontato la terapia nel calore dell’ambiente casalingo evitando la corsia dell’ospedale".