Esame della vista, foto di repertorio (Ansa)
Esame della vista, foto di repertorio (Ansa)

Milano, 11 marzo 2019 - Interventi tempestivi, procedure chirurgiche minimamente invasive rispetto agli interventi tradizionali. Sono alcune delle novità nel trattamento del glaucoma, il ladro silenzioso della vista. Occorre agire subito, i controlli devono essere costanti e mai rinviati, perché il glaucoma puà esordire in maniera subdola, è sinonimo di evoluzione inarrestabile verso la cecità, di perdita progressiva del campo visivo fino alle estreme conseguenze. Ne parliamo con Stefano Miglior, direttore della Clinica Oculistica, Policlinico di Monza, Università Milano Bicocca.

Stefano Miglior, presidente dell'Associazione italiana per lo studio del glaucoma (AISG)CAMPO VISIVO. Il glaucoma è una patologia che coinvolge entrambi gli occhi: quando la pressione intraoculare si alza troppo, questa determina danni permanenti al nervo ottico, fino alla cecità. Il soggetto può andare incontro a una progressiva riduzione del campo visivo fino alla visione cosiddetta tubulare, che dà l’impressione di guardare attraverso un cono o un binocolo. Esistono diverse forme morbose, le più frequenti sono il glaucoma cronico ad angolo aperto, il glaucoma ad angolo chiuso e il glaucoma congenito. Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità, il 50% dei pazienti ignora la sua condizione e si arriva tardi alla diagnosi. A essere più colpiti sono persone dai 60-65 anni, ma il glaucoma può insorgere già a partire dai 40,a volte anche prima.    

INDAGINI. Si rende necessario che ogni singolo individuo prenda l’abitudine di farsi visitare dall’oculista, medico specialista in oftalmologia, perché solo in questo modo si ha la possibilità di verificare le condizioni del nervo ottico, valutare la pressione dell’occhio, esaminare il fondo dell’occhio, anche perché nel 25% dei casi di glaucoma cronico ad angolo aperto la pressione dell’occhio è normale, quindi solo un esame approfondito del fondo dell'occhio può mostrare una sofferenza della papilla, dopodiché si prenderanno provvedimenti per salvare l'integrità della vista. Da sottolineare “la necessità di eseguire l’esame del campo visivo per verificare o escludere la presenza di un deficit della funzione visiva”.

DIAGNOSI PRECOCE. Per la diagnosi precoce “sono oggi a disposizione nuove metodiche non invasive come gli Oct e gli Angio Oct (Tomografia a Coerenza Ottica) – spiega il prof. Miglior - che esaminano la papilla ottica, lo strato delle fibre nervose retiniche e la circolazione ematica retinica e papillare, in modo da ottenere informazioni sempre più accurate”.    

CRISTALLINO. Sono diverse le strategie in campo terapeutico per rallentare l’evoluzione della malattia, partiamo da quelle più invasive ma sicuramente efficaci e risolutive, se praticate da professionisti esperti, nei centri più affermati. “Una grande novità è poter curare il tipo di glaucoma ad angolo chiuso con lo stesso intervento che si esegue per la cataratta”. Così il professor Miglior, presidente dell’Associazione Italiana per lo studio del glaucoma (AISG), in occasione della Settimana Mondiale del Glaucoma, proclamata dall’Oms. L’estrazione e sostituzione del cristallino è raccomandata per un tipo particolare di inconveniente. “Con la facoemulsificazione si può gestire spesso in modo risolutivo il glaucoma ad angolo chiuso e addirittura dire addio ai farmaci – spiega il clinico  – poiché rimuovendo, come si fa per la cataratta, il cristallino che continua a crescere, si permette all’angolo irido-corneale di rimanere aperto”. “Stiamo parlando di un killer silenzioso della vista, perché molte persone arrivano inconsapevoli dall’oculista, quando la situazione è già fortemente compromessa”.

LASER. “Utile anche lo Yag laser con cui si esegue la cosiddetta trabeculoplastica selettiva – continua il presidente dell'Associazione per lo studio del glaucoma - una stimolazione delle cellule pigmentate del trabecolato (la parte dell’angolo irido corneale che elimina l’umore acqueo dall’occhio) che ne riattiva la normale funzione e facilita quindi il deflusso dell’umore acqueo attraverso la sua parete. L'intervento laser può dare sollievo ma mostrare nel tempo una efficacia relativa, risulta utile nel glaucoma in fase iniziale, ma bisogna poi vedere quale sarà l'evoluzione nel tempo.

MICROCANNULE. Una delle novità in materia sono i nuovi device chirurgici come i MIGS (Minimally Invasive Glaucoma Surgery) vale a dire "microcannule che vengono inserite a cavallo della parete sclerale per permettere il deflusso dell’umore acqueo nello spazio extra-bulbare al di sotto della congiuntiva”. Sono strategie chirurgiche che permettono di eseguire l’intervento in pochi minuti, hanno ovviamente un costo, ma si stanno rivelando valide soluzioni, con un tasso di successi buono.

COLLIRIO. Per quanto riguarda la terapia con i farmaci, è allo studio una nuova classe di molecole, le cosiddette Rho-Kinasi, che in un prossimo futuro andranno ad affiancarsi ai derivati delle Prostaglandine che costituiscono la prima linea nel trattamento del glaucoma. Il paziente nella maggior parte dei casi deve prendere più tipi di collirio ogni giorno a orari prestabiliti, e le ripetute procedure variamente intrecciate si prestano a dimenticanze, difficoltà, confusione tra i prodotti, spesso poi il collirio non è sufficiente e si deve passare a rimedi più efficaci, quelli citati sopra, il laser, le microcannule e la chirurgia. Le terapie chirurgiche, quando sono indicate, consentono di ottenere un buon controllo riducendo il numero dei colliri da instillare, e in certi casi di eliminarli.