Calendario
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Roma, 30 agosto 2015 - Capita a molti, e l'età non c'entra: i giorni infrasettimanali si confondono nella mente, del giovane manager come della casalinga in pensione. Martedì, mercoledì e giovedì pari sono, per un terzo della popolazione. Il lunedì è un po' più caratterizzato (al negativo, avendo l'etichetta di giorno noioso e di lavoro dopo il weekend) mentre il venerdì si salva per la sua caratteristica di precedere i due agognati giorni di riposo. Ovvio che sabato e domenica non si confondono.

A cercare di spiegare i meccanismi che fanno dire a molti frasi come "pensavo fosse martedì, invece siamo già a giovedì", è un gruppo di psicologi britannici delle università di York, Lincoln e Hertfordshire , che hanno pubblicato il loro studio sulla rivista scientifica internazionale 'PLoS ONE', spiegando perché la mente umana fa così spesso confusione tra gli infrasettimanali.
I ricercatori hanno chiesto a volontari quali parole sono più fortemente associate a determinati giorni. E come dicevamo lunedì è legato alle parole "noioso" e "stanco", venerdì a "libertà" e "partire".  Molto più difficile caratterizzare martedì, mercoledì e giovedì, quasi che la mente li considerasse in blocco come il centro della settimana. Anche chi non li ha confusi - magari ha un appuntamento fisso, tipo 'giovedì calcetto' o 'martedì palestra - ci ha messo più tempo a individuarli. Il ciclo di sette giorni siamo tutti socialmente abituati fin dalla nascita, quindi nel corso di una settimana anomala, con un giorno festivo all'inizio, il numero degli errori è salito a più di metà. 

Fattori culturali, inoltre, possono contribuire a spiegare questi risultati. Fateci caso, abbiamo una grande varietà di canzoni pop che fanno uso di lunedì e venerdì, mentre sono raramente utilizzati i giorni infrasettimanali, sottolineano i ricercatori. Per verificarlo non bisogna sforzarsi troppo. Il lunedì lo si trova già nel titolo di canzoni dei Duran Duran, Vasco Rossi, Verdena, Niccolò Fabi e Samuele Bersani, mentre Cure, Genesis, Fabri Fibra, Max Pezzali e Guccini hanno preso spunto per i loro componimenti dal giorno dedicato a Venere.