Fumo passivo: no grazie
Fumo passivo: no grazie

Il fumo passivo uccide anche i cani e gatti. L'affermazione non suona del tutto nuova, ma un recente sondaggio condotto nel Regno Unito dall'agenzia MORE TH>N dà un'idea della portata del problema. Gli animali domestici che vivono in compagnia di un fumatore respirano l'equivalente di migliaia di sigarette ogni anno, esponendosi all'elevato rischio di sviluppare tumore ai polmoni o altre malattie del tratto respiratorio.

L'indagine ha coinvolto duemila proprietari di cani e gatti, che fumano in media nove sigarette al giorno, per un totale di 3285 sigarette all'anno. Il 22% ha dichiarato di consumare nicotina anche al di sopra tali numeri, arrivando a "soffocare" i propri animali alla media di 15 sigarette al giorno, che sommate fanno quasi 5500 nell'arco di un anno.

Oltre tre quarti degli intervistati ha ammesso che c ontinuerà a fumare nonostante sia risaputo che l'abitudine metta in pericolo la salute degli amici a quattro zampe. In compenso, il 68% ha ammesso che prenderebbe in considerazione la decisione di smettere nel caso in cui un veterinario diagnosticasse l'insorgenza di una malattia nel cane o nel gatto.

L'aspetto che molti proprietari ignorano è quanto sia effettivamente concreto il rischio di malattia. Secondo la scienza, cani e gatti che vivono in ambienti domestici asfissiati dalle sigarette presentano il 60% di probabilità in più di ammalarsi di tumore rispetto agli esemplari che stanno in case prive di tabagisti.

In passato, ulteriori approfondimenti hanno inoltre dimostrato che, se per i cani con il muso schiacciato come i carlini i rischi maggiori riguardano i polmon i, le razze con il muso allungato sono invece colpite soprattutto dalle neoplasie nasali.

Il suggerimento, tanto ovvio ma a quanto pare non scontato, è che chi vuole bene ai propri animali deve tenerli il più possibile alla larga dalle sostanze tossiche sprigionate da una sigaretta accesa.