di Maurizio Maria Fossati

Cibi per crescere? Nei primi giorni di vita è la natura stessa a guidarci. Il latte materno, infatti, è l’alimento in grado di garantire il migliore sviluppo del neonato. Non per nulla l’allattamento al seno è raccomandato da OMS e Unicef almeno per i primi 6 mesi di vita. Ma non solo. Il bimbo può continuare a nutrirsi con questa risorsa anche durate lo svezzamento fino a quando mamma e bambino ne sentano il bisogno.

"Soprattutto nelle prime settimane - spiega Ambrogina Pirola (nella foto al centro), della Pediatria di gruppo di Muggiò (Monza Brianza) - i neonati vogliono essere allattati per lungo tempo e con intervalli anche di poche ore. L’allattamento al seno implica un notevole impegno fisico e psicologico da parte della mamma che deve essere supportata con una dieta ricca, nutriente e varia, e con premurose attenzioni da parte dei familiari. Se il latte materno scarseggia, l’alimentazione del piccolo può essere integrata con un latte artificiale. In ogni caso, per affrontare serenamente qualunque decisione, è importante che il pediatra stabilisca fin dalla prima visita un buon rapporto di fiducia e di attenzione con la mamma. L’empatia maturata contribuirà a raggiungere l’obiettivo della migliore crescita fisica e psichica del bambino".

All’età di 5-6 mesi, quando un bimbo riesce a stare seduto da solo e a tenere la testa dritta può essere messo sul seggiolone, a tavola con i genitori, ed è pronto per cibi semisolidi e solidi. Il bimbo comincia a guardare con curiosità gli alimenti che i genitori portano alla bocca: a questo punto è pronto per potere passare a un’alimentazione più ampia. È il momento di nuovi sapori e il cibo deve essere adeguatamente preparato e di ottima qualità. I genitori che seguono un’alimentazione sana, molto varia, ricca di frutta e verdura di stagione e che alternano in modo equilibrato pasta, legumi, pesce, carne e formaggi, possono condividere i loro cibi con i bimbi.

"I piccoli vanno educati con l’esempio - sostiene la pediatra -. Fate vedere che state mangiando le verdure e condividetele con loro, li educherete senza fatica. L’alimentazione infantile non è solo nutrizione e salute, ma imposta anche la formazione culturale del bambino, l’abitudine alla relazione e le sue future scelte sociali ed ecologiche. Ma attenzione a non eccedere con lo zucchero. Il dolce è un sapore raro in natura e per questo conquista facilmente i bambini abituandoli a mangiare più di quello che dovrebbero. Sono tutte informazioni che il pediatra indicherà ai genitori durante i bilanci di salute".

"Sul seggiolone e a tavola - sottolinea la dottoressa Pirola - è anche molto importante osservare alcune semplici regole per garantire la sicurezza del bambino. Innanzitutto, il momento del pasto dovrebbe sempre essere tranquillo, sereno e sorvegliato dalla mamma. Non si dovrebbe alimentare il piccolo mentre sta piangendo, ridendo o mentre guarda la televisione. I bocconi devono essere piccoli e proposti aspettando ogni volta che sia il bimbo ad aprire la bocca. Ma anche la preparazione del cibo deve essere accurata: via noccioli, semi e bucce. Gli alimenti di forma tondeggiante come uva, ciliegie, mozzarelline, polpettine e così via vanno tagliati in piccoli pezzetti. Così pure gli alimenti cilindrici come le carote (listelle spezzettate e non rondelle). Le verdure a foglia vanno cotte e poi tritate finemente, oppure, se consumate crude, vanno tagliate in piccoli pezzi dopo avere rimosso filamenti e nervature. La frutta con consistenza fibrosa deve essere cotta oppure grattugiata. Alimenti come cracker e biscotti possono essere sbriciolati. I salumi, la carne e il pesce vanno tagliati in pezzetti".