Un'immagine d'archivio di un Centro per la fecondazione assistita (Ansa)
Un'immagine d'archivio di un Centro per la fecondazione assistita (Ansa)

Bologna, 13 agosto 2015 - Prima gravidanza da fecondazione eterologa al Sant'Orsola a Bologna. E non con gameti dall'estero e pagati, come accaduto in altri casi, ma col primo donatore 'arruolato' gratuitamente dal Policlinico. La gravidanza è alla 6/a settimana. Tra le persone che hanno offerto gratuitamente spermatozoi e ovociti, sono stati reclutati due uomini e una donna, altre 12 donne hanno donato i loro ovociti già conservati in ospedale. A settembre partirà una campagna per sensibilizzare alla donazione. 

In tutta Italia a frenare il percorso è, infatti, la carenza di donatori. Il Sant'Orsola, col suo Centro di procreazione medicalmente assistita (diretto dalla professoressa Eleonora Porcu) è l'unica struttura pubblica che a Bologna pratica la procreazione assistita. In Emilia-Romagna ci sono altre 5 strutture. Al Sant'Orsola non vengono utilizzati gameti a pagamento dall'estero. Il Centro del Sant'Orsola ha avviato le visite alle coppie intenzionate ad accedere alla fecondazione eterologa a novembre, non appena sono state definite le linee dei parametri legislativi. Tutto il percorso (salvo ovviamente i ticket se la coppia non è esente) è gratuito. Al momento sono 10 i trattamenti effettuati e 171 le coppie in attesa.

La prima gravidanza è arrivata grazie all'inseminazione extracorporea realizzata con gameti del donatore e al successivo impianto embrionario. La coppia proviene da fuori regione. Si è rivolta al centro bolognese per l'autorevolezza - conta 3.185 bambini nati con la procreazione assistita - e per ridurre l'attesa. "Al Sant'Orsola - racconta la professoressa Porcu - tra le persone che si sono presentate spontaneamente per offrire gratuitamente i loro spermatozoi e ovociti, nel pieno rispetto della sentenza della Corte costituzionale, abbiamo reclutato due uomini e una donna, appena arrivata. Altre 12 donne che hanno propri ovociti conservati in ospedale, dopo un trattamento di fecondazione omologa coronato da una gravidanza e nascita di bambini, hanno dato il consenso all'utilizzo degli ovuli rimasti per l'eterologa".

Occorre però un numero molto più alto di donatori "considerando che prima di procedere al trattamento deve essere verificata la compatibilità con la coppia". Per questo il Policlinico sta collaborando con la Regione Emilia-Romagna per lanciare in settembre una campagna di comunicazione insieme a tutti gli altri Centri interessati per sensibilizzare le coppie e le persone potenziali donatori per la fecondazione eterologa.