Erbe medicinali nei periodi bui "No al fai da te"
Erbe medicinali nei periodi bui "No al fai da te"

LA STAGIONE AUTUNNALE e i primi freddi possono favorire la comparsa di lievi sindromi depressive, complici anche i cambiamenti della luce naturale. La medicina dolce è d’aiuto, con una imprescindibile premessa: evitare il ‘fai da te’. Ne parliamo con Adelia Lucattini, psichiatra e psicoanalista a Roma.

Dottoressa, qual è la prima cautela?

«Stare alla larga dalle autoprescrizioni. I preparati a base di erbe e gli integratori vanno assunti sempre sotto il controllo di uno specialista, esattamente come accade per i farmaci tradizionali. I principi attivi contenuti possono interferire e ostacolare l’attività di alcuni medicinali o stimolare la comparsa di effetti indesiderati sull’organismo. Quindi la valutazione del medico per prendere in esame le associazioni è essenziale».

Le terapie dolci funziono per tutte le forme depressive?

«No, soltanto su quelle lievi. In presenza di forme più severe, che clinicamente si definiscono ‘maggiori’, i fitoterapici possono essere utilizzati come coadiuvanti dei farmaci tradizionali. La diagnosi è quindi il presupposto per orientarsi».

Fitoterapici e fitofarmaci. Sono la stessa cosa?

«Esiste una distinzione: i fitoterapici sono preparati a base di piante e utilizzati nella cura degli esseri umani, i fitofarmaci o fitosanitari sono impiegati in agricoltura».

Qual è il primo rimedio per contrastare le depressioni stagionali?

«L’iperico, noto anche come l’erba di San Giovanni, con molte precauzioni. Il principio attivo infatti può inibire l’effetto dei farmaci anticoagulanti, delle ciclosporine, dei contraccettivi orali e di alcuni psicofarmaci che agiscono sui livelli di serotonina. Non mi stancherò mai di ripetere che, prima di qualunque assunzione, è doveroso confrontarsi con il medico. Sono efficaci anche i preparati a base di griffonia, adatta a contrastare il calo d’umore causato da troppi impegni, eccesso di studio o lavoro. L’escolzia è sedativa ma non deve essere assunta in gravidanza o durante l’allattamento perché abbassa la pressione e potrebbe creare problemi ai nascituri e ai neonati».

Il magnesio serve?

«Sì, quello pidolato, ad esempio, con tre somministrazioni quotidiane è un vero e proprio farmaco contro l’ansia depressiva lieve, privo di controindicazioni. Il magnesio non produce sonnolenza, quindi non altera la capacità di guidare mezzi o l’attenzione».

Spesso le sindromi depressive legate al cambio di stagione si accompagnano all’insonnia.

«Si può ricorrere alla melatonina, concordando il dosaggio con il medico, alla passiflora e al biancospino. Occhio alla valeriana che in alcuni pazienti ha un effetto paradosso, cioè agita di più. Il consiglio è di testarla di giorno per verificare efficacia e eventuali effetti negativi».

Come si assumono i fitoterapici?

«Gli adulti possono utilizzare la tintura madre, i bambini, ancora sprovvisti dell’enzima per metabolizzare l’alcol, il macerato glicerico».

L’omeopatia serve?

«Ci sono pochissimi studi sull’efficacia dei farmaci omeopatici sulla depressione in fase acuta; nella prevenzione e come integrazione delle terapie tradizionali, citiamo: sepia, silicea, aurum metallicum, thuya, ignatia amara, arnica montana nell’ansia traumatica e luesinum nel trattamento delle cefalee tensive, utilizzato alla 200ch».

  • L’ALTERNATIVA
  • Percorsi brevi di psicoterapia
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Le terapie dolci non hanno particolari controindicazioni. I pazienti con problemi renali – avverte la dottoressa Lucattini - devono avere una particolare attenzione, come per i farmaci tradizionali, ma lo specialista li guiderà al meglio’. Anche nelle forme depressive lievi, il ruolo della psicoterapia analitica è importante. ‘In tempo di crisi molti si lasciano scoraggiare dai costi. Ma è importante sottolineare che molte problematiche sono risolvibili anche con percorsi psicoanalitici brevi di 12 incontri’.