Epatite C, così si rompe il legame con l’HIV

L’esperienza pilota di San Patrignano, in collaborazione con Gilead, ha portato all’eradicazione del virus HCV nella comunità

23/05/2022

Un gesto per dire grazie a chi ha condiviso traguardi in segno di solidarietà. Questo è l’Abbraccio che San Patrignano condivide con quanti sono vicini alla comunità in questi anni, un riconoscimento speciale.

 

 

Uno di questi Abbracci è andato a chi si è tanto adoperato per l’eradicazione del virus dell’epatite C tra le ragazze e i ragazzi inseriti nei programmi di recupero, già alle prese col disagio, le tossicodipendenze, l’HIV e quanto altro. Dal punto di vista della salute degli ospiti si è conseguito un traguardo esemplare. Ne ha parlato Antonio Boschini, medico e responsabile terapeutico.

 

 

Sorveglianza infettivologica

 

Anche in anni relativamente recenti, nelle persone che usano droghe per via iniettiva che vengono accolte in comunità, si osserva una scarsa conoscenza dei rischi di contrarre infezioni, e in particolare l’infezione da epatite C.

 

 

Dai dati raccolti nell’osservatorio di San Patrignano la prevalenza di infezione da virus dell’epatite C nelle persone che usano droghe per via iniettiva è ancora molto elevata (70%). In questi ultimi anni oltre 350 ospiti hanno completato lo screening completo per l’epatite C, hanno ricevuto il trattamento farmacologico, e tutti guariti nell’arco di poche settimane. Allo stesso modo tutte le persone che entrano, se portatrici di infezione, vengono sottoposte al protocollo.

 

 

Questi risultati derivano dalla disponibilità di antivirali ad azione diretta estremamente efficaci (quasi il 100%) che hanno sostituito le vecchie terapie, poco efficaci e gravate da effetti collaterali. Nel poliambulatorio di San Patrignano si è maturata una speciale competenza nei confronti delle patologie correlate all’uso di droghe (AIDS, cirrosi epatica, epatopatia alcolica, epatocarcinoma, tubercolosi, malattie sessualmente trasmissibili, disturbi neuro-psichiatrici).

 

 

Intercettare il sommerso

 

Archiviata la parentesi di limitazioni e di lockdown, dovuta alle drastiche ma doverose misure anti-Covid, si è tornata a celebrare come dicevamo la Giornata degli Abbracci di San Patrignano: un’occasione per ribadire l’impegno nella lotta alle epatiti virali e all’HIV.

 

 

Le malattie infettive, HCV e AIDS in testa, sono un cimento per il direttore sanitario di una comunità. Storicamente ogni persona ospite, dopo l’ammissione, veniva e viene tuttora avviata a un colloquio con il medico per valutare lo stato di salute, anche sotto il profilo infettivologico. Gli esami del sangue comprendono test sierologici per il virus HIV, i virus dell’epatite (HBV, HCV) e via dicendo. Per ognuna delle oltre 20mila persone in banca dati sono conservati anche campioni di plasma, a scopo di ricerca scientifica.

 

 

Quanti risultano positivi al test anticorpale per HCV (o HBV) vengono avviati a ulteriori approfondimenti diagnostici (ricerca dell’RNA virale, ecografia epatica, elastometria), cui fanno seguito ulteriori controlli con frequenza regolare. Si trattava qui di far emergere il sommerso, per questo San Patrignano si è rivelata all’avanguardia, avendo tagliato per tempo, con l’eradicazione, il fatidico traguardo dell’obiettivo 2030. Sul versante HIV si sono registrate coinfezioni, ovvero processi patologici concomitanti.

 

 

Un’esperienza che ha fatto scuola

 

L’impegno della comunità nella lotta alle malattie infettive, portato avanti con Gilead, ha consentito di dare vita a un’esperienza pilota, paradigmatica, destinata a fare scuola. Parliamo di traguardi raggiunti grazie all’impegno costante e all’attivazione di una catena di iniziative dentro e fuori dal contesto clinico, su temi della sensibilizzazione e gestione delle malattie infettive.

 

 

L’eliminazione dell’HCV, nonché i progetti di Community Award per l’HIV, conclude il medico di San Patrignano, hanno dimostrato che è possibile fare un passo avanti importante nella prevenzione e migliorare in maniera considerevole lo stato di salute delle persone ospiti.