Gli elefanti sviluppano raramente tumori
Gli elefanti sviluppano raramente tumori

Roma, 8 febbraio 2021 - In uno studio pubblicato sulla rivista eLife, un team di ricercatori ha documentato le ragioni per cui gli elefanti (e forse più in generale gli animali di gradi dimensioni) si ammalano molto poco di tumore. Questo a dispetto del fatto che hanno una vita lunga e tantissime cellule in più rispetto agli esseri umani, due fattori che in teoria dovrebbero invece accrescere la probabilità di neoplasie.

Il nuovo lavoro nasce dalla volontà di approfondire quanto scoperto in una precedente ricerca del 2015, ossia che gli elefanti possiedono un numero elevato di copie del soppressore tumorale TP53, un gene che nell'uomo è presente solo in singola unità. L'intenzione degli scienziati era di capire se la ripetizione di TP53 rappresentasse un caso isolato o fosse espressione di una tendenza più ampia, che nel corso dell'evoluzione ha portato questi animali a sviluppare dei meccanismi antitumorali via via più efficaci. Con l'obiettivo ultimo di trarne indicazioni utili anche per la salute umana.

In tutti i genomi analizzati (elefanti africani, elefanti asiatici ed elefanti africani di foresta) gli autori hanno individuato la presenza di numerosi altri geni oncorepressori in multipla copia, che formano un sistema di difesa innato contro i tumori. Alcune di queste duplicazioni trovano riscontro anche nel DNA di mammiferi più piccoli imparentati con gli elefanti, suggerendo che si tratti di un meccanismo evolutivo che si è sviluppato di pari passo con l'aumento del volume corporeo.

Secondo il coautore dello studio Juan Manuel Vazquez, della UC Berkeley, comprendere "in che modo le specie più grandi e longeve si siano evolute per sopprimere i tumori" può fornire informazioni utili a "ispirare nuovi trattamenti contro il cancro". Tuttavia, la natura è fatta di compromessi e trovare la giusta formula che funzioni anche per l'uomo non sarà cosa semplice: nei topi, ad esempio, è stato dimostrato che una maggiore espressione di TP53 offre maggiore protezione contro i tumori, ma è al tempo stesso associata alla comparsa di altre malattie, tra cui l'invecchiamento precoce.