Non solo Alessandro Manzoni. Sono diversi i romanzi in cui le epidemie svolgono un ruolo importante e che, in questi giorni, hanno recuperato posizioni nelle classifiche di vendita. È il caso de ’La peste’ di Albert Camus, pubblicato nel 1947, che si svolge a Orano, città dell’Algeria sotto la dominazione francese, sconvolta da un’epidemia di peste bubbonica. L’autore descrive la reazione dei personaggi alla chiusura della città per motivi sanitari. Il morbo diventa metafora del Male e, più nello specifico, del nazismo. Nel 1992 è stato tratto un film di Luis Puenzo con protagonista William Hurt. Anche ’Cecità’ di José Saramago ha venduto più copie in questi giorni: una malattia rende progressivamente cieca gran parte della popolazione, diffondendosi come un virus. Una metafora dell’indifferenza, da cui Fernando Meirelles ha tratto un film presentato a Cannes nel 2008. Segnalazione, infine, per ‘L’amore ai tempi del colera’ di Gabriel Garcia Márquez, ambientato a metà Ottocento in Colombia.