"Sono anni che si parla di telemedicina, con la pandemia ora si capisce l’importanza. Per la diabetologia si è conseguito un vantaggio nel monitorare i dati glicemici da remoto e aggiornare la cartella clinica informatizzata. Occorre favorire l’accesso ai pazienti anziani meno avvezzi alla tecnologia, che rappresentano una quota importante di persone con diabete a rischio Covid". Così Agostino Consoli, professore di endocrinologia, presidente della Società italiana di diabetologia, a conclusione del progetto Telemedicine R-evolution di Motore Sanità, realizzato col sostegno incondizionato di Roche Diabetes. Negli ultimi mesi in Italia sono partite 180 attività di telemedicina (50% tele-visite, 30% tele-consulti). La modalità in remoto, nel diabete, hanno permesso di recuperare (rispetto al 2019)

il 44% delle visite andate perse nei primi mesi dell’emergenza.