di Donatella Barbetta

Prendersi cura del cuore è fondamentale, e anche i piccoli disturbi non vanno sottovalutati, soprattutto da parte delle donne.

Quando suona il primo campanello d’allarme?

"Non possiamo sapere la tempistica esatta di un problema cardiaco: nella pratica clinica trattiamo pazienti anziani, ma anche giovani per la presenza di obesità, sedentarietà e fumo", risponde Ciro Indolfi (nella foto piccola), 66 anni, presidente della Società italiana di cardiologia.

Quindi lo stile di vita è importante quanto una terapia?

"Sì, ed è un messaggio da trasmettere alle nuove generazioni con una indispensabile campagna di prevenzione: le malattie cardiovascolari sono la prima causa di morte nel mondo con 4 milioni di vittime ogni anno in Europa, oltre 224mila in Italia".

Quali esami ritiene necessari?

"I test di controllo sono soprattutto gli esami del sangue, per il dosaggio del colesterolo o della glicemia, la misurazione della pressione arteriosa e una visita cardiologica con elettrocardiogramma. Indagini di secondo livello vanno prescritte dal medico di base".

Le nuove frontiere della diagnostica?

"In cardiologia c’è stata una grande evoluzione tecnologica e farmacologica. Basti solo pensare alla terapia per l’infarto con l’angioplastica coronarica".

Entriamo così nel campo della cardiologia interventistica. Ce ne parla?

"L’angioplastica è una procedura che permette, dal polso o dalla gamba, di dilatare il restringimento di un’arteria coronarica e, se effettuata entro 120 minuti dal primo contatto medico, è la terapia ottimale che permette una rivascolarizzazione completa, quando effettuata da personale esperto. Se il paziente arriva in un centro sprovvisto di emodinamica, allora può essere trattato con terapia farmacologica specifica mediante trombolisi, che però può risultare inefficace e dare complicanze importanti come l’emorragia cerebrale".

Appena si individua un infarto in corso, come si interviene?

"In presenza di sintomi tipici di infarto, come dolore toracico costrittivo al centro del petto, irradiato al braccio sinistro, affanno, dolore epigastrico, sudorazione fredda, è necessario attivare prima possibile il sistema di emergenza. In alcuni casi i sintomi possono essere atipici, solo sudorazione, dolore allo stomaco, dolore al braccio destro, in particolare nelle donne e nei soggetti diabetici. Solo trattando il paziente nel minor tempo possibile, i risultati saranno ottimali. Nella nostra unità operativa dell’università Magna Grecia di Catanzaro, abbiamo sviluppato un progetto che consiste nell’effettuare un elettrocardiogramma utilizzando lo smart watch".

Come funziona?

"Spostando l’orologio in varie posizioni sul torace e registrando la derivazione elettrocardiografica, abbiamo le informazioni sul cuore. Sono stati arruolati 80 pazienti affetti da infarto e 20 soggetti normali di controllo. A tutti è stato effettuato l’elettrocardiogramma con l’Apple watch e con l’elettrocardiografo tradizionale. Dal confronto è emerso che l’attacco cardiaco è stato riconosciuto nel 94% dei casi".

Il cuore delle donne: il loro modo di affrontare la vita e le emozioni, le espone a un rischio cardiovascolare diverso da quello maschile?

"Purtroppo, nonostante le donne pensino di essere protette, ritenendo che l’infarto sia un problema più legato agli uomini, anche nel sesso femminile la principale causa di mortalità sono le malattie cardiovascolari: ogni anno 2,2 milioni di vittime. Nelle giovani l’infarto spesso è dovuto a una dissezione coronarica e la parete del vaso diventa a multipli strati come una cipolla. Dopo la menopausa, invece, le cause sono simili a quelle maschili, dovute a placche aterosclerotiche di colesterolo. Il problema principale è la presenza spesso di sintomi atipici per cui l’infarto può essere misconosciuto e diagnosticato in ritardo. E, in caso di angioplastica, le coronarie a volte si presentano più piccole e tortuose e con malattia diffusa per cui diventa tecnicamente più complesso trattarle".

Oltre l’infarto, quali sono le più diffuse malattie del cuore?

"Quelle legate alle valvole. Oggi possiamo trattare in sala di emodinamica, dalla gamba, quando ci sono le indicazioni, il restringimento della valvola aortica e l’insufficienza mitralica".