di Loredana Del Ninno

Incidenti sportivi o cadute accidentali possono frequentemente produrre lesioni al ginocchio di varia entità. "Questa articolazione – spiega Maurilio Marcacci, chirurgo ortopedico, responsabile del Centro per la ricostruzione funzionale e biologica del ginocchio all’Humanitas Milano, in attività alla casa di cura Madre Fortunata Toniolo a Bologna, – è quella più esposta a traumi perché deputata al mantenimento dell’equilibrio e non sufficientemente protetta da strutture muscolari. La buona notizia però è che la maggior parte delle lesioni si risolve spontaneamente".

Professore, quali sono i primi accorgimenti da mettere in pratica in presenza di un trauma?

"La prima cosa da fare, ovviamente, è stare a riposo, mantenendo la gamba stesa, in scarico e in posizione rialzata rispetto al corpo, utilizzando la borsa del ghiaccio. Nei traumi lievi queste indicazioni possono bastare a risolvere il problema, anche se i tempi di recupero completo rimangono estremamente individuali".

Quali invece i segnali che devono destare preoccupazione?

"Se non si riesce a stare in piedi e compare del liquido a gonfiare il ginocchio, allora è bene consultare immediatamente lo specialista o recarsi al pronto soccorso. È importante non sottovalutare nessuno di questi sintomi perché l’articolazione del ginocchio se non trattata subito in maniera corretta, può dare seri problemi di recupero".

Qual è l’esame di eccellenza per la diagnosi?

"La radiografia, prima ancora di risonanza e tac, permette di individuare le caratteristiche della lesione".

Di quante categorie di traumi si può parlare?

"Ci sono i traumi minori che possono derivare da un caduta anche banale, quelli che riguardano le persone più fragili, che presentano altre patologie o sono avanti con l’età i traumi che interessano gli sportivi, il cui ginocchio molto sollecitato dall’attività, è più esposto alle lesioni che interessano i legamenti. La categoria di traumi più gravi implica invece una frattura ossea".

Quali sono i trattamenti utilizzati?

"Ribadisco che la stragrande maggioranza dei traumi guarisce spontaneamente mettendo a riposo l’articolazione. Il ricorso alla chirurgia non è sempre necessario ed è preferibile nei casi in cui c’è necessità di un ritorno a una funzionalità piena, come negli sportivi o nei pazienti molto giovani. Le tecniche chirurgiche si sono evolute al punto di permettere il trattamento senza pregiudicare la crescita dell’articolazione nei soggetti ancora in età di sviluppo".

Ci sono novità per i pazienti che presentano una degenerazione della cartilagine del ginocchio?

"È allo studio un intervento con un nuovo biomateriale che potrebbe essere una valida alternativa all’intervento in artroscopia, ritenuto di routine"