Cosa mangiava l'uomo delle caverne?
Cosa mangiava l'uomo delle caverne?
La moda della 'paleo-dieta' si è basata per molto tempo sull'assunto che i nostri antenati mangiassero in modo più salutare di quanto si faccia oggi. Uno studio pubblicato sulla rivista Quaternary International smentisce tuttavia questa tesi, affermando che durante l' età della pietra, in Norvegia, gli uomini ingerivano dosi eccessivi di metalli pesanti, forse per colpa dei cambiamenti climatici in atto.

La ricerca, a cura di un team dell'Università di Tromsø, si basa sull'analisi di rifiuti alimentari domestici prelevati in otto siti archeologici scandinavi, che includevano soprattutto ossa di merluzzo nordico e foca della Groenlandia. I reperti testimoniano come la dieta locale ruotasse principalmente intorno ai prodotti ittici, in un periodo che è stato datato tra 6300 e 3800 anni fa (tecnicamente nel neolitico, ossia poco dopo la fine ufficiale del paleolitico).

Le analisi condotte in laboratorio, hanno rilevato livelli sorprendentemente alti di cadmio e piombo. Nello specifico la quantità di cadmio sono risultate fino a 22 volte superiori ai limiti raccomandati oggi, mentre le dosi di piombo erano dalle tre alle quattro volte più elevate del dovuto. Per la cronaca, secondo l'autorità europea che si occupa di sicurezza alimentare, le massime dosi concesse per cadmio e piombo sono rispettivamente di 50 nanogrammi per grammo e 300 nanogrammi per grammo di tessuto molle. Se ingeriti, entrambi gli elementi tendono ad accumularsi nei reni e nel fegato, con il rischio di dare luogo, tra le altre cose, a malattie renali, problemi al sistema nervoso e tumori.

Gli scienziati hanno ipotizzato che i livelli anomali di metalli pesanti, presenti di solito nel terreno, potrebbero essere collegati alle evoluzioni climatiche che seguirono l'ultima era glaciale, conclusasi circa 11700 anni fa. Alla luce di questi risultati, che andranno comunque approfonditi, gli autori non escludono inoltre che in futuro potremmo trovare tracce elevate di contaminanti anche nei nostri cibi, a causa dei velocissime trasformazioni del clima odierno.

Quanto alla 'dieta paleolitica' (o 'delle caverne') entrata in voga nel XI secolo, vale la pena ricordare che si tratta di un regime alimentare privo di solidi riscontri scientifici, che propone di consumare tantissima carne magra e verdure, a discapito di pasta, pane e latticini, ricalcando le (presunte) abitudini a tavola dell'uomo primitivo.