Ce l’hai scritto nel Dna. Quante volte sentiamo ripetere questo ritornello? A maggior ragione nell’anziano, sappiamo che per mantenere un buon grado di autonomia senza acciacchi occorrono assi nella manica. Uno di questi è una dote di famiglia: la longevità. Ecco perché si guarda alla genetica come a un viatico per mantenersi dinamici. Si sente spesso parlare dei telomeri, un elemento distintivo dei cromosomi all’interno delle cellule, un indicatore del nostro benessere, la lancetta dell’orologio biologico. Ai congressi della Società italiana di geriatria e gerontologia (Sigg) uno spazio è sempre riservato a questi temi. Dunque telomeri e invecchiamento, come mantenere in forma ossa, muscoli e articolazioni? Come prevenire il declino fisico e la perdita di autonomia?

Le ricerche sugli astronauti nelle missioni in orbita per lunghi periodi sono illuminanti, da questo punto di vista, perché la gravità zero determina un rapido deterioramento muscolo scheletrico, paragonabile all’osteoporosi. Anche facendo ginnastica le articolazioni si logorano, come accade nella persona anziana. Sono in via di sviluppo nuovi farmaci protettivi, molecole che oggi però ancora sono ancora allo stadio sperimentale. E siccome non si vive di sola genetica e tecnologia, anche una buona alimentazione può venirci incontro. La dieta mediterranea è uno di questi elisir. Tutti sanno che frutta, verdura, legumi, cereali e pesce fresco sono alleati preziosi per restare giovani a lungo: una ricerca italiana lo ha appurato da tempo, svelando i meccanismi ad effetto antiaging. "Abbiamo studiato i telomeri negli anziani, suddividendoli in due gruppi in base all’aderenza più o meno stretta alla dieta mediterranea e analizzandone quindi i globuli bianchi , la parte terminale dei cromosomi che sappiamo essere una sorta di ’orologio’ cellulare – spiega Giuseppe Paolisso, che ha guidato un gruppo universitario di Medicina Interna e Geriatria a Napoli – A ogni divisione della cellula si accorciano fino ad arrivare a una soglia critica, oltre la quale non possono più diminuire; è a questo punto che parte il processo di senescenza cellulare. Sapevamo già che la dieta mediterranea si ’oppone’ all’accorciamento dei telomeri: siamo perciò andati a valutare i telomeri dei globuli bianchi dei partecipanti allo studio per capire se e soprattutto come l’alimentazione incida sulla loro lunghezza". I risultati mostrano chiaramente che una dieta equilibrata influenza l’attività della telomerasi, l’enzima che permette di ’costruire’ i telomeri impedendone l’accorciamento.

Alessandro Malpelo