Porta in tavola il menu del dna
Porta in tavola il menu del dna

Che l’alimentazione sia basilare per la prevenzione è chiaro. Se si mangia correttamente si riduce il rischio di sviluppare diverse malattie dai tumori a quelle cardiovascolari. Ma ora l’obiettivo della scienza è ancora più ambizioso: modificare con l’alimentazione eventuali “prospettive” di malattie scritte nel patrimonio genetico. Benvenuti nell’epoca della nutrigenomica, che punta a correlare le abitudini alimentari con la costituzione genetica di ogni individuo per valutare come ciò che mangiamo può interagire con la predisposizione ad ammalarsi o meno scritta nel dna. Esistono infatti diversi tipi di geni, che possono essere attivati in caso di comparsa di una malattia, e che potenzialmente rispondono all’alimentazione: alcuni possono risultare sensibili ad un intervento dietetico, altri potenzialmente responsabili di variazioni della funzione biologica, altri ancora all’origine della cascata di eventi che possono portare al tumore.

L’obiettivo della nutrigenomica è modificare la funzione di questi geni con un’alimentazione mirata, per correggere le situazioni che inducono le mutazioni cellulari e quindi la comparsa della malattia. Ci vorrà tempo per capire cosa “attivare” o “spegnere” nei segmenti di dna, ma la strada è segnata.

F. M.