L’artrite reumatoide è oggi una malattia potenzialmente gestibile, anche se troppo spesso viene sottovalutata, fino alla comparsa delle lesioni articolari più gravi (anchilosanti, dolorose, con perdita della funzione motoria). Una diagnosi tempestiva è fondamentale per contrastare la progressione, consentendo la remissione clinica: controllo, riduzione o scomparsa dei sintomi in un’elevata percentuale di casi. Per sensibilizzare la collettività sull’importanza della remissione nell’artrite reumatoide, migliorando la qualità di vita di chi ne è affetto, ha preso le mosse la campagna intitolata "parla più forte della tua AR" patrocinata da Anmar (Associazione Nazionale Malati Reumatici Onlus), declinazione italiana della rete internazionale "Talk over RA" di Abbvie, con l’obiettivo di promuovere la collaborazione e il dialogo tra il paziente e lo specialista reumatologo.

"La remissione clinica dell’artrite reumatoide è un traguardo possibile – ha dichiarato il professor Luigi Sinigaglia, Past President della Società Italiana di Reumatologia (SIR) – si tratta di una patologia che può essere curata e tenuta sotto controllo, e ora persino fermata prima che porti alla progressiva perdita di funzioni fondamentali che comportano, negli anni, l’invalidità. Noi specialisti reumatologi abbiamo a disposizione cure efficaci, messe a punto negli ultimi 15-20 anni, che possono consentire, in un’elevata percentuale di casi, la remissione completa. Il problema resta, però, la diagnosi precoce che, nel nostro caso, può avvenire anche due anni dopo la comparsa dei sintomi. Oggi riusciamo a raggiungere la remissione nel 50-60% dei pazienti se la malattia viene diagnosticata entro un anno dalla comparsa dei primi segni".

Dunque, stretta collaborazione tra medico e paziente per condividere il percorso di cura. Roberto Gerli, presidente della Società Italiana di Reumatologia (SIR) sottolinea che le linee guida sul trattamento dell’artrite reumatoide hanno cominciato a contemplare la remissione negli ultimi anni, da quando si sono resi disponibili farmaci efficaci. "La prognosi è decisamente migliorata – ha spiegato il medico – siamo passati dal sollievo sintomatico al rallentamento, fino alla possibilità di ottenere la remissione. Oggi, l’innovazione continua a offrire opzioni in grado di fare la differenza. Parliamo di nuovi farmaci biotecnologici e JAK inibitori, molto efficaci e ben tollerati, che saranno in prima linea per il trattamento precoce di questa patologia volto a raggiungere l’obiettivo della remissione. Oltre a un armamentario terapeutico, noi clinici abbiamo anche a disposizione strumenti diagnostici multidisciplinari e molto sofisticati, dalle tecniche di imaging ai test di laboratorio, per mettere a punto terapie tempestive e tailor-made, cucite su misura".

Alessandro Malpelo