Diabete: quanto conta lo stile di vita sano
Diabete: quanto conta lo stile di vita sano

È TRA LE MALATTIE croniche più diffuse; ma molti non sanno di avere il diabete o di essere a rischio malattia. Secondo l’Istituto superiore di sanità (ISS), in Italia il 10% degli uomini e il 7% delle donne è diabetico. «Il diabete di tipo 1 – afferma Roberto Graziani, Direttore U.O.C. Diabetologia, Azienda USL di Ferrara –  riguarda un minor numero di persone, è a predisposizione genetica e necessita di terapia insulinica. La maggiore diffusione riguarda, invece, il diabete tipo 2, non dipendente dall’insulina, ma molto legato all’adozione di corretti stili di vita, soprattutto alimentari».

Basta una dieta sbagliata continuata per anni, sedentarietà con conseguente aumento di peso, per entrare nell’area di rischio del diabete di tipo 2. Per l’ISS, l’8% degli uomini e il 4% delle donne è in una condizione border line (intolleranza al glucosio) e il 23% degli uomini e il 21% delle donne è affetto da sindrome metabolica.

I segni del diabete variano a seconda del tipo. A differenza di quello di tipo 1 che, di solito inizia in modo acuto con febbre, con sete (polidipsia), aumentata quantità di urine (poliuria), sensazione si stanchezza (astenia), perdita di peso, pelle secca, aumento di infezioni, quello di tipo 2 è molto più lento e subdolo, tanto da non essere identificato anche per molti anni. La glicemia sale spesso all’insaputa del paziente. L’aumento avviene gradualmente senza sintomi. Di solito viene scoperta casualmente o nel caso con una situazione di stress fisico, quale infezioni o interventi chirurgici.

LA PREVENZIONE Oltre alla glicemia bisogna tenere sotto controllo la pressione arteriosa il peso e il colesterolo ‘cattivo’, l’LDL

«Nel diabete in generale – consiglia il diabetologo Roberto Graziani – è importante seguire sempre un corretto stile di vita. In quello di tipo 1 è opportuno sottoporsi ad un costante autocontrollo glicemico, vale a dire la determinazione della glicemia prima della somministrazione insulinica. Gli screening di controllo sono utili per identificare complicanze legate a problemi micro vascolari, che possono andare dalla retinopatia, neuropatia e nefropatia diabetica. Mentre le complicanze macro angiopatiche possono interessare cuore, circolazione sanguigna TSA ed arterie arti inferiori». Necessario, a proposito, un costante controllo del peso, della pressione arteriosa e del quadro lipidico, in particolare del così detto ‘colesterolo cattivo’ LDL.

«Ruolo fondamentale lo giocano la prevenzione e la diagnosi precoce – conclude Roberto Graziani – favorite da campagne di informazione e di screening. Uno stile di vita basato su una sana alimentazione ed incremento di attività fisica aerobica, come nuoto, passeggiate, bicicletta, ecc. può aiutare a prevenire l’insorgenza della malattia, mentre una diagnosi precoce è determinante per la prevenzione delle complicanze tipiche della malattia diabetica».