Foto: Cecilie_Arcurs / iStock
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I benefici della danza sugli chi soffre del morbo di Parkinson sono stati ipotizzati da numerosi studi preliminari. Tuttavia, le ricerche passate sono state condotte in tempi brevi e senza gli strumenti di rilevazione più moderni. A fornire informazioni più attendibili e approfondite ci ha pensato un team di ricercatori della York University (Canada), che ha confermato il possibile legame tra il ballo e una mitigazione dei sintomi di questa malattia così comune e debilitante (non solo dal punto di vista motorio).
 

La danza e i benefici per i malati di Parkinson: lo dice la scienza

I ricercatori hanno reclutato 16 anziani (età media di quasi 70 anni) affetti dal morbo di Parkinson, ma con sintomi lievi o moderati. Ogni partecipante, dal 2014 al 2017, ha frequentato dei corsi di danza settimanali da 1 ora e 15 minuti. Le lezioni includevano esercizi aerobici e anaerobici di danza moderna, danza classica e tip tap. Come gruppo di controllo, gli accademici hanno monitorato altri 16 anziani con il Parkinson che, a differenza del gruppo precedente, non hanno mai completato una lezione di danza nell’arco dei tre anni.
 

Benefici non solo motori, ma anche psicologici

I risultati della ricerca hanno lasciato pochi dubbi: i partecipanti che hanno preso parte alle lezioni di danza hanno riscontrato miglioramenti significativi sotto ogni punto di vista. Parlavano in maniera più fluida, tremavano meno, avevano più equilibrio e meno rigidità nei movimenti. Inoltre, gli accademici hanno notato anche dei passi avanti in termini psicologici: una conseguenza dei benefici a livello motorio. Tutto ciò non è stato evidenziato nei soggetti appartenenti al gruppo di controllo.
In genere, il deterioramento motorio nei malati di Parkinson avviene nei primi cinque anni di malattia. La danza, però, rallenterebbe questo doloroso processo.
La patologia è comunque destinata a peggiorare, ma in modo molto più graduale e sopportabile grazie al ballo.
 


I balli più utili contro il Parkinson

Secondo il dottor Joseph DeSouza, autore principale dello studio, il ballo è in grado di attivare alcune aree cerebrali che permettono ai pazienti di avere sintomi meno gravi e debilitanti: “I sintomi motori del Parkinson causano problemi come la depressione o l’isolamento sociale. Il nostro studio, però, mostra che la danza e la musica possono avere un impatto positivo e migliorare la vita quotidiana dei pazienti”, spiega DeSouza. Oltre alla danza moderna, alla danza classica e al tip tap (le danze testate nello studio), tra i balli più utili per chi ha il Parkinson pare ci sia anche il tango, capace di attivare una regione del lobo frontale del cervello dedicata alla programmazione del movimento.