Mialno, 23 febbraio 2020 - Fare la prima colazione in viaggio è un piacere, non solo gastronomico ma anche culturale. C’è più tempo per assaporare tradizioni e cibo, ma attenzione alle scorpacciate, soprattutto i buffet inducono in tentazione. Infatti una colazione eccessivamente ricca di piatti e di nutrienti appesantisce e rischia di far saltare il pasto successivo (un fatto negativo che rallenta il metabolismo). L’espediente consigliato? Riempire con gli avanzi o i ‘desideri’ una doggy-bag che, oltre a rappresentare un’azione anti spreco alimentare, servirà per pranzare.

Cosa troverete in giro per il mondo? L’English (tra i vari piatti dolci e salati non mancano mai i fagioli) e l’American breakfast (protagonisti i pancakes) sono noti ovunque. In Giappone, insieme ad una gran scelta di tè, via al salato: zuppa di miso, riso, pesce e carne. Nei Paesi Scandinavi vengono offerti aringhe, tonno e krapfen. Ma anche in Paesi meno abbienti scoprirete l’importanza data alla prima colazione. A Cuba, ad esempio, si beve caffè – fatto con la moka – e un frullato di frutta di stagione (mango, papaya, ananas). Si consuma altra frutta fresca, pane con marmellata di guaiava, uova strapazzate e il gustoso dulce de leche.

C. B.