di Chiara Bettelli

Pelle di porcellana, luminosa e senza macchie: questi i must della bellezza orientale, antica e contemporanea. Mentre in Occidente, dagli anni ’60 in poi, si è inseguita l’abbronzatura come ideale estetico – e sociale – le donne asiatiche si riparavano dal sole con l’ombrellino (e continuano a farlo). Oggi la cosmetica coreana e giapponese ha ‘seguaci’ in tutto il mondo, anche e soprattutto tra le star di Hollywood. Da noi vanno per la maggiore le maschere di bellezza monouso in tessuto, imbevuto di principi attivi idratanti o purificanti, create in Corea. Dunque una carnagione perfetta (nascono nel Sol Levante i primi prodotti depigmentanti non artigianali contro le discromie cutanee) e i capelli splendenti si ottengono grazie ai trattamenti cosmetici? Non solo. La bellezza, allo stesso modo della salute fisica e mentale, per le culture orientali è olistica, cioè considera l’individuo nella sua globalità. Curare l’aspetto va a braccetto con la salute – anche in campo cosmetico, come in quello medico, si applica il principio della prevenzione – insieme all’attenzione costante per il benessere del corpo e della psiche. Del resto anche la nostra dermatologia moderna ricerca le cause delle manifestazioni e patologie cutanee (che hanno sempre ripercussioni estetiche) nei disagi psicologici e nello stress.

Tra le varie beauty routine orientali è molto affascinante quella giapponese che si rifà alla filosofia zen e che annovera una corrente non convenzionale: il wabi sabi, estetica essenziale legata all’arte del tè, alla sua armonia, che è fondata sulla semplicità, l’imperfezione e l’impermanenza. Nel Sol Levante anche l’alimentazione (assolutamente fondamentale per la bellezza) è essenziale, come lo è l’arredamento degli interni e la moda che invitano a ‘sottrarre più che ad aggiungere’. A base di riso, verdure di stagione, pesce e alghe, la tavola jap contempla pochi grassi e poco sale, e molta cottura al vapore. In Giappone l‘estetica professionale e casalinga lavorano sull’interiorità e si seguono rituali che rilassano e al tempo stesso ricaricano le energie, illuminano il viso, fanno risplendere la capigliatura e tonificano il corpo. Tra questi rituali, il bagno caldo con l’aggiunta di oli essenziali e i massaggi (il watsu che si pratica in acqua unisce l’energia di questo elemento a quella della digitopressione sui punti dell’agopuntura) al corpo e al volto. "Il massaggio del viso aiuta a ridurre le rughe, le imperfezioni della pelle e i gonfiori", scrivono Hisayo Grace Maeda e Lucille Craft in ‘I segreti giapponesi per il controllo del peso e la bellezza della pelle’ (Ipsa Editore). "Lo shiatsu può essere particolarmente utile… le zone che ne trarranno più giovamento sono quelle intorno agli occhi e tra le sopracciglia, la fronte, la bocca e i lati del naso".

Anche il make up delle donne orientali regala un’immagine femminile di armonia, purezza ed essenzialità. I capelli sono lisci e lucidi, trattati preferibilmente con prodotti naturali, anche per lo styling. Il trucco tradizionale è liberamente ispirato a quello delle geishe. La pelle è chiara, grazie a fondotinta e cipria avorio, con un lieve tocco di blush rosato sulle gote. La linea a mandorla degli occhi è sottolineata da un rigo di eyeliner, le sopracciglia sono definite ma non folte, mentre per la bocca, dalla forma piccola, il rossetto è rigorosamente rosso. Il risultato è un’immagine di seduzione senza confini e continuamente riproposta: pelle bianca, eyeliner nero e labbra rosse compongono anche il look dell’icona incontrastata di femminilità Marilyn Monroe. Ma oggi il make up contemporaneo d’Oriente – che è genderless perché indossato dalle giovani e anche dai ragazzi – si diverte con i colori pop dei marshmallow.