Uno studio italiano conferma la teoria del sogno come continuazione della realtà
Uno studio italiano conferma la teoria del sogno come continuazione della realtà

Le domande sull’origine dei sogni e il loro significato sono fra le grandi questioni dell’umanità, che impegnano la filosofia e l'arte da millenni e la scienza da secoli. Ora un team della Università Roma Tre ha individuato un metodo per condurre analisi quantitative automatiche massive sui sogni: il loro sistema, applicato a 24 mila sogni di un grande database, rivela che l’ipotesi che i sogni siano una continuazione della realtà potrebbe essere più valida. La ricerca getta anche le basi per la realizzazione di strumenti tecnologici per rispondere definitivamente alla domanda che ci poniamo da sempre.


Gli elementi dei sogni

Nel loro studio pubblicato sulla rivista Royal Society Open Science, i ricercatori hanno tracciato i sogni delle persone su vasta scala, analizzando 24 mila sogni da un immenso database pubblico di rapporti sui sogni (DreamBank). È stato impiegato uno strumento di analisi, in grado di valutare automaticamente i rapporti sui sogni attraverso la scala di analisi utilizzata da Hall e Van de Castle, uno dei sistemi più accreditati per interpretare i rapporti sui sogni da parte delle persone.
Il focus è stato assegnato a personaggi, interazioni sociali ed emozioni. "Queste tre dimensioni sono considerate le più importanti per aiutare l'interpretazione dei sogni", spiega il team italiano nel paper, "poiché definiscono la spina dorsale di una trama onirica: chi era presente, quali azioni sono state eseguite e quali emozioni sono state espresse".
Il punto di vista adottato è stato quello della cosiddetta 'ipotesi di continuità', ovvero la relazione diretta fra sogni e realtà. L'idea cioè che i sogni siano una continuazione di ciò che accade nella vita di tutti i giorni.


Sogni come continuazione della realtà

Quello che è emerso dall’analisi è la conferma di questa teoria, con una corrispondenza per circa tre quarti dei sogni analizzati, un segnale che suggerisce che un approccio quantitativo come questo potrebbe portare a nuovi tipi di scoperte nella ricerca sui sogni. Secondo i ricercatori, i rapporti sui sogni contengono vari "indicatori statistici" che riflettono ciò che i sognatori avrebbero probabilmente sperimentato nella vita reale.
"La ricerca ha spesso fornito un forte sostegno a quella che gli scienziati del sonno chiamano 'ipotesi di continuità dei sogni', commenta lo scienziato informatico Alessandro Fogli, leader della ricerca, "la maggior parte dei sogni è una continuazione di ciò che sta accadendo nella vita di tutti i giorni. La vita di tutti i giorni influisce sui sogni". Significa che ad esempio l'ansia porta a fare sogni negativi, e anche che il sogno può influire sulle capacità di risoluzione dei problemi.
È importante precisare che questa ricerca non pone la risposta finale alla millenaria domanda sulla natura dei sogni ma dimostra che un approccio analitico del genere può rendere più facile quantificare aspetti importanti dei sogni e potrebbe aiutare nel "costruire tecnologie che colmano l'attuale divario tra vita reale e sogno".