Anna Flavia d'Amelio Einaudi, segretario generale di San Donato Foundation
Anna Flavia d'Amelio Einaudi, segretario generale di San Donato Foundation

Conoscere ed essere informati per prevenire. «In un mondo sempre più proiettato nell'impiego di tecnologie d'avanguardia, il primo passo per mettere in atto la migliore prevenzione è la conoscenza». Lo afferma Anna Flavia d'Amelio Einaudi, segretario generale di Gruppo ospedaliero San Donato Foundation (www.gsdfoundation.it), organizzazione no-profit nata nel 1995 che promuove la divulgazione e la ricerca nel campo delle scienze biomediche e in particolare delle malattie cardiovascolari. «Il nostro principale obiettivo è garantire la salute di tutti e offrire soluzioni terapeutiche sempre più efficaci per il benessere delle persone. Per questo la Fondazione è impegnata su più fronti: l'attività di sensibilizzazione e prevenzione, la ricerca, la realizzazione di progetti scientifici, l'applicazione clinica di metodiche diagnostiche e terapeutiche innovative».

E, oggi, la Giornata mondiale del cuore rappresenta l'occasione principe per ribadire l'importanza degli stili di vita, degli screening e dei controlli personali, per prevenire le malattie cardiocircolatorie. Non dimentichiamo infatti che le malattie cardiovascolari costituiscono la prima causa di morte nei Paesi industrializzati (40% dei decessi), superando di gran lunga la mortalità dovuta ai tumori.

«Certamente. Bisogna innanzitutto parlare alla gente, informare. E' necessario che tutti prendano coscienza di quanto è importante prendersi cura della propria persona. Seguire un'alimentazione sana. E fare attività fisica. Un corretto stile di vita può evitare molti problemi e addirittura la malattia. Ed è nostro dovere informare le persone per evitare che si ammalino. Spesso il problema non è che cos'hai, ma è sapere che cos'hai. Ecco quindi che emerge prepotente la necessità dell'informazione e della cultura della salute».

Quali progetti state portando avanti?

«Il progetto Cor, che ha l'obiettivo di ridurre il numero di decessi e incidenti di origine cardiovascolare. Parola d'ordine: vivere meglio e più a lungo con un cuore sano. E il progetto Eat, che nasce proprio per focalizzare l'attenzione sul tema dell'alimentazione sostenibile per l'organismo e per l'ambiente, agendo sull'educazione alimentare per prevenire e trattare le problematiche legate alla nutrizione. Nel dettaglio, con Cor informiamo attraverso eventi di sensibilizzazione sul funzionamento del cuore, sulle malattie cardiovascolari, come riconoscerle e quali sono i fattori di rischio. Ma non solo. Il progetto promuove la ricerca sui biomateriali e le nuove tecnologie. Così sarà possibile offrire diagnosi sempre più precoci e tempestive e terapie sempre più mirate ed efficaci».

E' noto che un buon rapporto medico-paziente può facilitare il percorso di cura e aiutare il raggiungimento dei migliori risultati possibili. Avete valutato questo aspetto?

«Sì. Ci siamo impegnati a rendere gli ospedali del Gruppo San Donato luoghi più accoglienti ed empatici, applicando la cosiddetta umanizzazione delle cure. Vogliamo soddisfare le nuove esigenze dei pazienti e offrire, oltre alle cure essenziali per la salute, anche le condizioni per favorire il benessere della persona».