Con i decreti emanati il 26 e il 30 giugno il Ministero dell’università ha fissato l’offerta formativa per l’esame di ammissione del 3 settembre per Medicina e Chirurgia e dell’8 per le 22 professioni sanitarie che hanno a disposizione 25.602 posti, 1206 in più dei 25.396 messi a bando un anno fa (+4,7%). Deluso però l’Ordine professionale degli Infermieri che ne avevano richiesti 19.266 e ne hanno ottenuti 3253 in meno, per un totale di 16.013.

L’offerta formativa è passata da 439 a 445 corsi con sei debutti assoluti: Ostetrica all’università San Raffaele di Milano, Tecnico Ortopedico a Verona, Tecnico Audiometrista a Padova, Educatore Professionale e Tecnico di Neurofisiopatologia a Cagliari e Tecnico di Radiologia a Sassari.

Oltre che per le professioni sanitarie, gli incrementi hanno riguardato anche i corsi di laurea magistrale a ciclo unico che sono passati, per Medicina, da 11.568 a 13.072 (+13%), per Odontoiatria da 1133 a 1231 (+8,6%) e per Veterinaria da 759 a 890 (+17,3%). Le nuove attivazioni in questo ambito riguardano UniCamillus di Roma e Cagliari per Odontoiatria, Enna e Trento per Medicina e Chirurgia e le sedi distaccate di Treviso (Padova la casa madre), Taranto (dipendente da Bari), Forlì e Ravenna (Bologna) e Cotignola (in attesa del via libera regionale) scelta da Ferrara, la cui università è anche l’unica fra i 42 atenei d’Italia ad aver aumentato del 69% il potenziale formativo passando da 315 a 533 il numero di posti di 10 degli undici corsi per le professioni sanitarie.