Un vaccino in pillola contro il Covid-19?
Un vaccino in pillola contro il Covid-19?

Una semplice pillola da ingerire senza bisogno di assistenza medica. Potrebbe essere questo il futuro della lotta al Covid-19 secondo Oravax, joint venture tra l'azienda farmaceutica israelo-americana Oramed e l'indiana Premas Biotech. La società ha annunciato in questi giorni che a giugno dovrebbe partire la sperimentazione clinica sull'uomo del suo vaccino somministrabile per via orale. Un precedente studio pilota ha dimostrato che negli animali il preparato è in grado di stimolare la produzione di anticorpi contro il coronavirus dopo una singola dose.

I vaccini orali rappresentano un'opzione nell'ambito di quelli che vengono definiti i cosiddetti "vaccini di seconda generazione", che hanno potenzialmente dalla loro la scalabilità e una maggiore facilità di distribuzione e somministrazione. In un comunicato ufficiale, il Ceo di Oramed Nadav Kidron, ha dichiarato che la pillola avrebbe il grosso vantaggio di consentire alle persone "di assumere il vaccino da soli a casa". In un'intervista al Jerusalem Post, Kidron ha poi aggiunto che il farmaco potrebbe essere spedito in un normale frigorifero e conservato a temperatura ambiente, "rendendo logisticamente più facile ottenerlo ovunque nel mondo".

Salvo intoppi, Oravax ha fatto sapere che il vaccino entrerà nelle prime fasi della sperimentazione clinica entro il mese di giugno. Questo significa che se la pillola dovesse dare riscontri positivi anche sugli esseri umani – cosa ovviamente tutta da verificare – potrebbe passare un anno o anche più prima che ne venga autorizzato l'uso. Per avere un metro di paragone, i vaccini progettati da Moderna e Pfizer sono stati testati per la prima volta sull'uomo rispettivamente a marzo e a maggio 2020.

Oravax non è l'unica azienda al lavoro su vaccini anti Covi-19 di seconda generazione. Il mese scorso è ad esempio uscita la notizia secondo cui l'Università di Oxford, che ha contribuito a sviluppare il vaccino AstraZeneca, starebbe valutando la possibilità di creare vaccini sotto forma di compresse e spray nasali. Alla fine del 2020, la compagnia biotecnologica Vaxart, che ha base negli Stati Uniti, aveva a sua volta annunciato di avere ottenuto ottime indicazioni in fase preclinica per il suo vaccino orale. Tuttavia, i risultati promettenti sono stati disattesi nei primi test condotti sugli esseri umani.