Se l’estate ha un colore, questo è l’arancione. È quello del sole che si tuffa nel mare, che sparisce fra i monti, che tramonta nei campi di grano, ma non solo. È anche il colore di frutta e verdura che sono preziose alleate non solo della salute ma anche dell’abbronzatura. C’è da premettere che non esistono cibi "miracolosi" che ci regalano velocemente la tintarella, e senza danni per la pelle, mentre ci sono in proposito aiuti importanti che vengono dall’orto e dal frutteto, di colore arancione ma non solo: albicocche, meloni, carote ma anche pesche (gialle o bianche) e peperoni. Per "salvare la pelle" d’estate è molto utile assumere cibi che stimolino la produzione di melanina, quindi contengano flavonoidi e carotenoidi, come il betacarotene, un antiossidante, precursore della vitamina A, molto importante per la vista, per la crescita e per l’integrità dei tessuti di pelle e mucose. Determinante è anche la presenza, in questi alimenti, di flavonoidi, che ostacolano la formazione dei radicali liberi responsabili dell’invecchiamento (agiscono principalmente a livello gastrointestinale). L’albicocca è molto ricca di vitamina A (3 o 4 frutti al giorno coprono la metà del frabbisogno giornaliero) e di sali minerali come il potassio: basta una sola carota per avere tutta la vitamina A che ci occorre in un giorno. E dato lo scarsissimo apporto calorico, se si è a dieta la carota ben si presta ad essere sgranocchiata come spuntino spezza-fame. Ancora in tema di giallo-arancio, il melone è anch’esso ricco di vitamina A, contiene potassio, il 90 per cento di acqua e poche calorie, quindi anch’esso è adattissimo se si vuole fare il conto con le calorie. Ma perché è così importante, per la nostra abbronzatura, la melanina? Quel bel colore dorato che tanto ci piace è una difesa che la pelle mette in atto, dovuta a un pigmento che protegge le cellule dagli effetti nocivi dei raggi ultravioletti, insomma è una specie di filtro che tutela l’epidermide dalle radiazioni pericolose.

La produzione di melanina si attiva con l’esposizione al sole, ed è dovuta ai melanociti, cellule che accumulano la melanina (prodotta in granuli detti melanosomi), che quando giungono alla superficie della pelle danno luogo all’abbronzatura. La produzione di melanina non è uguale per tutti noi, chi ha un incarnato scuro ne produce di più e più velocemente rispetto a chi ha la carnagione chiara, che al sole rischia di scottarsi. Se l’esposizione al sole provoca la produzione di melanina, perché mai preoccuparci dell’alimentazione? Perché la sintesi della melanina è un procedimento complesso, che necessita della tirosina, un amminoacido che il nostro organismo produce dalla fenilalanina, ma non da solo, bensì attraverso il cibo. Ecco perché è importante assumere quella frutta e quella verdura che aiutano la produzione in questione. C’è anche da precisare che il betacarotene (o vitamina A), produce i pigmenti colorati sulla pelle, un ausilio a intensificare l’abbronzatura prodotta grazie alla melanina: un aiuto ma non una protezione totale. Per produrre più melanina quindi occorre fare scorta di tirosina e fenilalanina assumendola con gli alimenti giusti: carote, albicocche, meloni, ovvero i cibi arancioni, ma non solo: soia, parmigiano, stoccafisso, frutti di mare per fare il "pieno" di tirosina, e per la fenilalanina carne, pesce, legumi, uova, noci arachidi e mandorle. E gli integratori alimentari, che servono per favorire l’abbronzatura? Vanno assunti circa un mese prima dell’esposizione al sole, e devono contenere vitamina C (antiossidante, favorisce la sintesi del collagene, e idrata), vitamina E (antiossidante, aiuta la pelle a restare elastica), vitamina A o betacarotene (intensifica il colore dell’abbronzatura), e poi licopene, antiossidante, zinco e selenio per proteggere dai danni dei raggi UVA e UVB responsabili dell’invecchiamento cutaneo. Infine, da ricordare che anche con l’alimentazione giusta è importante, prima di esporsi al sole, utilizzare le protezioni (creme, spray, gel ecc.) idonee a seconda del proprio fototipo.