Foto: vchal / iStock
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Roma, 28 settembre 2020 - Sono diversi i paesi del mondo in cui si sta testando l’efficacia di potenziali vaccini contro il Coronavirus. Questa situazione, però, potrebbe causare la macellazione di migliaia e migliaia di squali, che già ora sono tra gli animali più a rischio del pianeta. Per produrre il vaccino e distribuirlo su scala globale, infatti, sarebbe necessaria una sostanza, chiamata squalene, presente nel fegato di queste iconiche creature marine. A lanciare l’allarme è stata l’importante agenzia non-profit Shark Allies, che sta collaborando assieme a numerosi esperti per fermare quella che potrebbe rivelarsi una vera strage di squali.

L’allarme: si rischia uno sterminio di squali

Lo squalene è un idrocarburo presente nell’olio di fegato degli squali, che viene utilizzato come adiuvante (aumenta la risposta immunitaria e quindi l’efficacia) nella preparazione dei vaccini più comuni, da quello antinfluenzale a quello contro la malaria. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms), una dose di vaccino contro l’influenza contiene circa 10 mg di squalene e, dal 1997, sono state somministrate quasi 22 milioni di dosi di vaccini con all’interno questa sostanza. Shark Allies, a questo punto, ha puntato il dito contro alcune aziende farmaceutiche, che stanno già usando lo squalene in enormi quantità per produrre e testare anche i vaccini anti-Covid. La necessità di distribuire questa preparazione su scala globale, dunque, potrebbe minacciare ulteriormente le popolazioni di squali. Infatti, secondo le stime della Ong californiana, ne servono circa 3mila per ottenere 1 tonnellata di squalene e il rischio è quello di arrivare fino a circa 250mila animali uccisi per tale ragione (500mila in caso di seconda dose necessaria per vaccinare tutto il mondo).

Alternative vegetali

La protesta di Shark Allies si basa sul fatto che esistono alternative sostenibili allo squalene. Il problema è che a quello ottenuto dall’olio di fegato dello squalo è molto più economico e più semplice da ottenere. Per questo motivo è stata lanciata una petizione su Change.org (firmata da quasi 12mila persone in poche ore) rivolta alla Food and Drug Administration of the United States of America e ad altri quattro enti che stanno gestendo la sperimentazione dei vaccini contro il Coronavirus nel mondo. La richiesta principale è quella di sostituire lo squalene di squalo con lo stesso idrocarburo proveniente da fonti non animali. Questa sostanza può essere ricavata in forma sintetica dalla canna da zucchero fermentata, altrimenti dal lievito, dalle olive, dai semi di amaranto, dalla crusca di riso e non solo. Lo squalene vegetale, però, costa circa il 30% in più rispetto a quello di squalo: ecco perché, finora, non sono state studiate reali alternative per il vaccino anti-Covid.