Vaccino
Vaccino

Londra, 30 aprile 2020 - Oxford University e Jenner Institute hanno stretto un accordo con l'industria farmaceutica AstraZeneca per arriva a produrre e distribuire il vaccino ChAdOx1 nCoV-19 a livello mondiale.

"Vogliamo essere pronti lanciare e fornire fino a 100 milioni di dosi" di vaccino entro la  "fine dell'anno", ha affermato l'amministratore delegato di AstraZeneca, Pascal Soriot, intervistato dal Financial Times. In merito all'accordo fra la stessa AstraZeneca e Oxford, Soriot mette in evidenza: una collaborazione che "unisce l'esperienza dell'Università di Oxoford con le capacità di sviluppo, manifattura e distribuzione di AstraZeneca". 

Partner nella fase di sviluppo e sperimentazione clinica del vaccino contro il Coronavirus sarà l'azienda italiana Irbm di Pomezia. La ricerca del vaccino anti-Covid a livello mondiale “prevede di adottare un modello no for profit per la durata della pandemia”, ovvero senza margini di profitto.

La speranza è che, unendo le forze, venga accelerata la realizzazione di un vaccino efficace in grado di proteggere sempre più persone da una pandemia mortale. Ma a che punto siamo nella realizzazione di un antidoto anti-covid? La Fase 1 dei test clinici ha preso il via la settimana scorsa. In cosa consiste questa sperimentazione? Al momento è allo studio l'efficacia e la sicurezza con test su volontari tra i 18 e i 55 anni distribuiti in cinque centri nel Sud del Regno Unito. Questo vaccino è stato somministrato finora a oltre 320 volontari sani evidenziando di essere sicuro e ben tollerato.

Quando saranno noti i risultati? I primi dati saranno disponibili entro la fine di maggio. E quando è previsto lo step seguente? Il passaggio a una fase più avanzata di sperimentazione, nella quale studiare la qualità degli anticorpi prodotti e la loro capacità di neutralizzare l'attacco del virus sars-cov2 dovrebbe avvenire a metà anno.

A quel punto il vaccino sarà somministrato a una platea di cinquemila soggetti. "Entro dicembre, se tutti i test daranno gli esiti positivi che ci auguriamo, ci sarà un primo stock di vaccino anti-Covid disponibile per iniziare la vaccinazione di alcune categorie più fragili". Così il presidente di Advent IRBM, Pietro Di Lorenzo, l'azienda italiana che collabora con lo Jenner Instiute della Oxford University. “Abbiamo quadruplicato la nostra capacità produttiva e pensiamo che entro i prossimi quattro mesi saremo in grado di moltiplicarla ulteriormente. Abbiamo prodotto qualche migliaio di dosi, il primo lotto è stato già inviato, aspettiamo un responso per fine settembre", ha aggiunto di Lorenzo.