Coronavirus, un operatore sanitario (foto Ansa)
Coronavirus, un operatore sanitario (foto Ansa)

Tamponi, a cosa servono?

«La prospettiva dell’estensione dei test cambia da una regione all’altra», spiega Claudio Zanon, direttore scientifico di Motore Sanità. «Sottoporre la popolazione a controlli a tappeto, in Italia allo stato attuale, sarebbe utile se fossimo in grado di isolare tutti quei casi positivi al Covid-19 che sfuggono alla diagnosi, tracciando i contatti per metterli in isolamento. Attualmente in una regione come la Lombardia, con 12 milioni di abitanti e strutture sanitarie sotto stress ormai al limite, sarebbe improponibile, anche perché ormai, come si usa dire, i buoi sono scappati dalla stalla. Discorso diverso in Veneto, dove il fenomeno è circoscritto». In pratica questo monitoraggio può essere applicato su un campione mirato o un territorio definito. I test random sono stati condotti ad esempio per seguire l’evoluzione del Coronavirus nel comune di Vo’, intorno al focolaio, dove i test a tappeto saranno ripetuti, al fine di valutare l’andamento dell’epidemia. Quindi un metodo utile in aree delimitate per scovare i positivi da mettere in quarantena.

Cosa fanno in altri Paesi?

Un metodo rapido per individuare i soggetti contagiosi mediante tampone naso-faringeo, con test estesi ad ampi strati di popolazione, è stato riportato da coreani, israeliani, e nella città stato di Singapore. La soluzione è venuta partendo dai risultati dello screening, al fine di localizzare i contatti a rischio, cioè le persone che avevano avvicinato un portatore asintomatico positivo al test. Per risalire ai casi sospetti sono stati incrociati questi dati con i tracciati dei telefonini relativi agli spostamenti. Questo modello deriva da piani di difesa studiati per scenari di guerra batteriologica.

Quanto è efficace?

Unico problema di affidabilità delle informazioni legate al tampone dipende dal periodo di latenza. Possiamo avere cioè un paziente negativo ai test che però sta incubando il virus. In quel caso, spiega Elio Manzillo, direttore di unità operativa complessa nel Dipartimento malattie infettive del Cotugno di Napoli, diventa contagioso successivamente, perché esiste un lasso di tempo in cui il test è negativo ma la persona che alberga il Coronavirus inizia a trasmettere ad altri l’infezione. Ecco perché è necessario mantenere sempre le distanze (evitare di avvicinare altre persone, coprire naso e bocca a scopo precauzionale, assicurare l’igiene personale e degli ambienti). 

Si può risalire al giorno del contagio?

Questa informazione sfugge ai controlli. Secondo il professor Franco Locatelli, Consiglio superiore di Sanità, intervenuto ieri sera in conferenza stampa alla Protezione Civile, quel che riscontriamo oggi dai test riflette una geografia di diffusione del contagio vecchia di due settimane, come una fotografia scattata 12-14 giorni fa. Insomma, è presto per avere un quadro della situazione legata all’efficacia delle misure di contenimento, con riduzione marcata dell’impatto nei soggetti che sviluppano insufficienza respiratoria.

Come proteggersi?

Lo studio sui tremila abitanti del comune di Vo’, provincia di Padova, ha permesso di distinguere tra persone sane e asintomatiche, individuando subito chi andava messo in isolamento. Lo stesso esame si è rivelato prezioso in ospedale, per lo screening su medici e infermieri (test di esclusione). «Noi a Padova – spiega il direttore dell’Azienda ospedaliera universitaria, Luciano Flor – siamo stati fortunati perché uno dei nostri professori ha introdotto un test, messo a punto nel Regno Unito all’Imperial College, che in tre ore restituisce un responso affidabile con un costo di 30 euro a procedura, compresi costo di personale, materiali di consumo e ammortamento macchine. I risultati sono stati confermati dall’Istituto superiore di Sanità.

In pochi secondi l’operatore sanitario, con un cotton fioc, raccoglie il campione di escreto dalla mucosa faringea della bocca e dall’epitelio delle fosse nasali e lo fa analizzare. Questo screening ha consentito di studiare in un colpo solo tutti i residenti nel focolaio di Vo’, selezionando subito i 90 casi di malattia, azzerando i nuovi contagi».