Foto: Halfpoint / iStock
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Come è cambiato il nostro rapporto con lo sport durante il lockdown? Avere un quadro generale è impossibile, ma un importante studio inglese ha fornito delle indicazioni che possono rendere l’idea del ruolo ricoperto dell’attività fisica nei lunghi mesi di restrizioni a causa della pandemia da Coronavirus. I risultati di questa ricerca, pubblicata sulla rivista BMJ Open Sport and Exercise Medicine, hanno mostrato non solo che molti più adulti (dal 58% al 75%) hanno soddisfatto le linee guida dell’OMS sullo sport, ma che sono anche cambiate le categorie di persone generalmente più attive. Uomini e giovani sono i fanalini di coda.

Tanto sport durante il lockdown 

Lo studio, condotto dall’Anglia Ruskin University e dell’Ulster University, ha preso in considerazione i dati di 911 adulti inglesi che hanno partecipato a un sondaggio online iniziato il 17 marzo e terminato dopo la prima fase dell’emergenza sanitaria. Il lavoro dei ricercatori è consistito nel confrontare le informazioni fornite prima e dopo il lockdown. Dai risultati è emerso che, in poche parole, le persone hanno fatto più sport in quarantena. Prima del Coronavirus gli adulti inglesi che rispettavano le raccomandazioni dell’OMS sull’attività fisica erano circa il 58-66%, mentre dopo l’emergenza sanitaria questa percentuale è cresciuta fino al 75%. Merito del maggior tempo libero a disposizione e del fatto che, in un periodo dove la vita si è fermata sotto diversi aspetti, per molti è stato importante (se non essenziale) porsi nuovi obiettivi quotidiani. Ricordiamo che le linee guida dell’OMS sullo sport parlano di almeno 150 minuti di attività fisica moderata o almeno 75 minuti di attività fisica intensa a settimana.

Anziani e donne più sport di giovani e uomini

L’altro aspetto interessante di questa ricerca riguarda il cambiamento delle categorie di persone generalmente più attive. Che cosa significa? Che prima delle restrizioni erano gli uomini e i giovani adulti a praticare più sport, ma durante il lockdown è cambiato quasi tutto: le donne, gli adulti più anziani e quelli con un reddito familiare annuo più elevato avevano maggiori probabilità di soddisfare le raccomandazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità: “In generale, i livelli di attività fisica sono stati più elevati di quanto ci aspettassimo. Tendenzialmente la percentuale di adulti del Regno Unito che soddisfa le linee guida sull'attività fisica diminuisce con l'età. Ma durante il lockdown c’è stato un cambiamento. A questo punto penso che bisognerebbe organizzare più iniziative per incoraggiare gli anziani a fare sport anche dopo la fine delle restrizioni”, ha detto il dottor Lee Smith, autore principale dello studio in questione.