Foto: laflor / iStock
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Roma, 19 novembre 2020 - Stare da soli durante il Coronavirus non minaccia solamente la salute mentale, ma anche quella fisica. Più nello specifico, l’isolamento imposto dalle quarantene e dai lockdown aumenta le probabilità di soffrire di ipertensione arteriosa, con tutti i problemi cardiovascolari che ne conseguono. A ipotizzarlo è uno studio molto ampio, presentato di recente durante la quarantaseiesima edizione del Congresso Argentino di Cardiologia.

Gli accessi in pronto soccorso durante il lockdown 

Gli esperti hanno raccolto i dati sanitari dei pazienti ammessi in un pronto soccorso di Buenos Aires durante i tre mesi del lockdown primaverile (dal 20 marzo al 25 giugno 2020). A quel punto, hanno confrontato le prime informazioni con quelle dei pazienti entrati in pronto soccorso in altri due periodi: i tre mesi prima del lockdown e tre mesi della primavera 2019. Il totale dei soggetti considerati ha raggiunto quota 12.241 (età media di 57 anni, 45,6% donne), e i motivi più comuni dei ricoveri erano dolori al torace, difficoltà respiratorie, vertigini, dolore addominale, febbre alta, tosse e ipertensione.

Perché l’isolamento e la pressione sanguigna sono correlati

Durante l’isolamento dovuto al lockdown, il 23,8% dei pazienti entrati in pronto soccorso aveva la pressione alta. Una percentuale visibilmente maggiore rispetto alle persone entrate in ospedale nella primavera 2019 (17,5%) e nei tre mesi prima delle restrizioni (15,4%). Insomma, pare proprio che se stai da solo ti sale la pressione, ma questo fenomeno è più complesso di quanto possa sembrare: “Ci sono tantissime ragioni che possono giustificare la relazione tra isolamento sociale e ipertensione arteriosa”, spiega il dottor Matías Fosco, autore principale della ricerca, “può essere colpa dello stress causato dalla pandemia, della limitazione o della totale assenza di contatti con gli altri o di problemi finanziari e familiari”.

I rischi di una vita sedentaria

Secondo gli esperti, l’attenzione della scienza deve mirare specialmente allo stile di vita sedentario e all’aumento di peso: due situazioni purtroppo molto comuni in un periodo in cui in molti lavorano da casa o seguono le lezioni scolastiche o universitarie dietro uno schermo. Non a caso, anche secondo un’analisi di Coldiretti sulla base dei dati del Centro di ricerca alimenti e nutrizione (Crea), il 44% degli italiani è ingrassato durante le restrizioni di marzo, aprile e maggio.
I ricercatori hanno spiegato che, nella fase più acuta dell’emergenza, avevano l’impressione che troppi pazienti in pronto soccorso avessero problemi di ipertensione arteriosa, una condizione che aumenta le probabilità di avere gravi malattie cardiovascolari. Lo studio on ha fatto che confermare l’ipotesi.