La solitudine nei mesi di Covid si fa sentire nei giovani
La solitudine nei mesi di Covid si fa sentire nei giovani

Molti esperti la chiamano “altra pandemia”. Il riferimento è al vertiginoso aumento dei casi di depressione durante i mesi del Coronavirus (che a inizio 2021 toccheranno quota 12). Ranieri Guerra, direttore vicario dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, ci aveva già avvertito a luglio, spiegando che le ultime stime parlano di un raddoppio (dal 6 al 13%) delle persone nel mondo che accusano sintomi depressivi. L’ultimo studio sul tema è stato pubblicato sul Journal of PsychoactiveDrugs: i risultati non sono per nulla confortanti.

I problemi causati dalla solitudine e dall’isolamento 

1008 cittadini americani di età compresa tra i 18 e i 36 anni hanno preso parte a un sondaggio online tra il 22 aprile e l'11 maggio. Il questionario teneva conto di 126 voci mirate a rilevare, seguendo sistemi di punteggio condivisi a livello internazionale, una eventuale comparsa di sintomi riconducibili alla depressione, quali ansia, solitudine, aumento del consumo di alcol e droghe. I risultati, purtroppo, hanno parlato di “sintomi depressivi significativi” nell’80% dei partecipanti allo studio. Secondo gli esperti, a scatenare questi problemi sarebbe stata la solitudine sperimentata durante le restrizioni: una condizione inedita che ha messo e sta mettendo a dura prova la salute mentale di milioni di persone.

I sintomi più comuni della depressione durante la pandemia

Più nello specifico, i risultati hanno mostrato come la maggior parte dei partecipanti che ha riportato un forte incremento della sensazione di solitudine abbia indicato anche un aumento del consumo di alcol (58%), dell'uso di droghe (56%) e dell'ansia (76%). Il 58% dei soggetti, inoltre, ha confessato che la “connessione” mentale e il livello di empatia con le altre persone sono sensibilmente calati, anche perché i rapporti virtuali sono spesso troppo freddi e atipici. “I giovani adulti di quelle età sono il futuro del tessuto sociale della nostra società. Hanno bisogno di avere un accesso più facile a un aiuto psicologico, e bisogna implementare lo sviluppo la diffusione di interventi online che incoraggino stili di vita sani”, ha detto la dottoressa Viviana Horigian (University of Miami), l’autrice principale della ricerca.