Coronavirus, un prelievo di sangue (Ansa)
Coronavirus, un prelievo di sangue (Ansa)

Roma, 19 aprile 2020  - Nell'emergenza Coronavirus la strada che ci si apre davanti nella lotta al morbo passa inevitabilmente dai test sierologici. Ecco una guida con domande e risposte per fare chiarezza sull'argomento. 

A cosa servono i test sierologici?

I test sierologici sono esami di laboratorio effettuati su un campione di sangue. In tempo di Covid-19 lo scopo è di verificare, con opportuni reagenti, se l'organismo ha sviluppato anticorpi contro l'agente infettivo SARS-CoV2. Quindi le analisi ci possono dire se nei giorni precedenti il prelievo di sangue siamo entrati in contatto con il Coronavirus. Un responso positivo del test, nei casi sospetti o nei pazienti sintomatici (quelli che hanno manifestato due o più sintomi iniziali tra febbre, tosse, dolori muscolari, interessamento delle prime vie aeree, infiammazione congiuntivale, perdita della sensazione olfattiva gustativa) è una conferma di presunta infezione pregressa. Viceversa, un responso negativo potrebbe indicare che le manifestazioni che hanno generato il dubbio, nel medico, sono riferibili ad altro genere di inconveniente, ad esempio una bronchite, un raffreddore, una laringite, una fastidiosa allergia. Possedere gli anticorpi nel sangue non significa essere protetti, l'esito del test non può essere esibito come patente di immunità, ovvero come salvacondotto per sottrarsi alle misure di igiene pubblica.

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Dove è possibile eseguire i test?

I prelievi di campioni di sangue finalizzati all'esecuzione dei test possono essere effettuati negli ambulatori pubblici e privati previo appuntamento, in ospedale per i ricoverati, presso le tende triage (infermerie), nelle ambulanze, presso postazioni di pubblica assistenza abilitate, eccezionalmente i prelievi possono essere fatti dal medico (opportunamente bardato) direttamente al letto del malato, anche a domicilio nei casi di comprovata necessità. Occorre distinguere test sierologici eseguiti dal Servizio sanitario nazionale come screening, oppure a scopo diagnostico, test eseguiti a pagamento privatamente per esigenze personali o aziendali.

 

Serve la ricetta del medico per queste analisi?

Normalmente i test sierologici vengono prescritti, secondo il giudizio del medico, quando sussistono motivate indicazioni a valutare la presenza di anticorpi, più spesso in combinazione con altri accertamenti quali tampone nasofaringeo, radiodiagnostica toracica, ossimetria (concentrazione dell'ossigeno nel sangue). Esistono poi test eseguiti come screening, qui ogni regione segue una sua procedura, la Lombardia diversamente dalla Toscana, l'Emilia Romagna diversamente dal Veneto. Gli esami richiesti da privati, a pagamento, non necessitano di ricetta medica.

 

Quanto costano i test e dove si comprano?

I test sierologici sono una giungla poiché si contano più di un centinaio di fornitori, e si moltiplicano le segnalazioni di meccanismi speculativi. Per questo si raccomanda di eseguire analisi Covid-19 su prescrizione del medico, presso strutture accreditate. Sul mercato, presso laboratori accreditati, si possono trovare offerte di test che costano in media da 40 a 70 euro. Vengono richiesti da persone che si muovono per motivi di lavoro, oppure da privati. Su internet si trovano anche test in vendita sopra i 100 euro. Impazzano in particolare quelli che promettono risposte in 15 minuti pungendosi il dito. Occorre stare attenti perché più i prezzi crescono, più si configura l'ipotesi di raggiro, ma sul web a volte, sui prodotti sanitari, si prendono cantonate anche per articoli venduti a prezzi stracciati.

 

Che attendibilità hanno i test sierologici?

I test proposti dalle aziende che vorranno partecipare al bando di gara firmato da Domenico Arcuri, commissario governativo per la fase 2 dovranno avere sensibilità non inferiore al 90 per cento. I test su prelievo di sangue venoso dal braccio, quelli contemplati dal bando, sono molto più completi e attendibili di quelli rapidi eseguiti su una singola goccia di sangue presa dal polpastrello. Teniamo presente che un responso negativo potrebbe venire da un soggetto che solo recentemente si è contagiato (effetto finestra negativa), quindi non ha ancora sviluppato anticorpi, ecco il motivo per cui è importante anche eseguire il tampone. Le classi di anticorpi testate sono le immunoglobuline (IgM), che normalmente iniziano a comparire nel sangue sette giorni dopo l'attacco del virus, mentre dopo la terza settimana il loro valore scende. Dalla fine della seconda settimana dopo l'infezione iniziano a comparire nel sangue le IgG (Immunoglobuline G). Una ricerca più specifica riguarda la misurazione degli anticorpi neutralizzanti, che impediscono cioè l'ingresso del virus nelle cellule.