Foto: quantum40 / iStock
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Dopo i due cani a Hong Kong, la settimana scorsa (dal Belgio) è arrivata la notizia del primo gatto positivo al nuovo Coronavirus. Si tratta però di un caso isolato e di una trasmissione uomo-animale, dato che il padrone ha manifestato i sintomi del Covid-19 una settimana prima rispetto al felino presente nel suo appartamento. La questione è stata comunque approfondita da un team di esperti dell’Harbin Veterinary Research Institute (Cina), il cui studio ha evidenziato che i gatti possono effettivamente ammalarsi e trasmettere il virus ad altri loro simili. I cani, invece, non sarebbero sensibili all’infezione. I ricercatori sottolineano: “I padroni dei gatti non devono allarmarsi”. Sappiamo come queste ricerche vadano prese con le molle.

Lo studio su gatti e Coronavirus


I ricercatori, guidati dal virologo Bu Zhigao, hanno somministrato (per via nasale) a cinque gatti domestici delle dosi del virus SARS-CoV-2. Sei giorni più tardi due dei cinque felini sono stati eutanizzati (sottoposti a un’eutanasia), così gli esperti hanno trovato il virus a RNA (che utilizza l’acido ribonucleico come materiale genetico ed è presente sotto forma di filamento) nel loro naso e alcune particelle virali infettive nelle vie respiratorie: il virus è sopravvissuto nel loro organismo ed è stato rilevato anche a giorni di distanza. Il passo successivo dello studio è consistito nel mettere i tre gatti (infetti) rimasti in vita nella stessa gabbia di alcuni felini sani. A quel punto, in uno dei gatti precedentemente in salute è stato rilevato il virus a RNA, e il responsabile è stato uno dei primi tre felini positivi. Ma non è tutto, perché i mici “infetti” hanno anche prodotto gli anticorpi del nuovo Coronavirus.

I gatti potrebbero trasmettere il virus ad altri gatti


Da questo studio preliminare sono emersi due fenomeni: i gatti possono infettarsi e trasmettere il virus ad altri gatti. Uno degli esperti, intervistato da Nature, ha però affermato che nessuno dei felini ha manifestato sintomi: “Ciò suggerisce che il virus non dovrebbe essere altamente trasmissibile in questa specie animale”, ha spiegato. Dunque i padroni dei gatti non devono allarmarsi, anche perché per ora non è stato scientificamente evidenziato alcun rischio di trasmissione gatto-uomo. Detto ciò, i risultati della ricerca rimangono interessanti ma necessitano di ulteriori conferme e approfondimenti. Sarà necessario capire, ad esempio, come avviene la trasmissione tra gatti: attraverso la saliva, le feci o l’urina.

E gli altri animali?


Il team dell’Harbin Veterinary Research Institute ha iniziato a fare lo stesso tipo di analisi anche su altri animali (anche per testare alcuni farmaci potenzialmente utili contro il Covid-19). Dai risultati è emerso che i furetti, come i gatti, sono particolarmente sensibili alla trasmissione del virus. Cani, suini, polli e anatre, invece, non hanno riscontrato problemi: “Questi risultati suggeriscono che nessuna di queste specie ha un ruolo nella trasmissione del Covid-19”, ha detto Dirk Pfeiffer, epidemiologo della City University di Hong Kong.