Uno studio cinese suggerisce di tenere una distanza maggiore di 1 metro
Uno studio cinese suggerisce di tenere una distanza maggiore di 1 metro

Il coronavirus potrebbe essere in grado di sopravvivere nell'aria per almeno mezz'ora e su alcune superfici fino a 5 giorni. E soprattutto il suo raggio d’azione potrebbe estendersi fino a 4,5 metri, ben oltre la distanza di sicurezza raccomandata dalle linee guida dell’Oms. Sono i dati che emergono da uno studio governativo condotto in Cina e pubblicato sulla rivista Practical Preventive Medicine, ripreso da varie riviste in tutto il mondo. C’è da dire che non si tratta di uno studio definitivo.
 

A distanza di 4,5 metri

La ricerca è stata condotta da epidemiologi del governo cinese e, se confermata, mette seriamente in discussione il consiglio delle autorità sanitarie, che suggeriscono di mantenere una distanza di sicurezza fra 1 metro e 1 metro e mezzo per evitare il contagio da COVID-19. Lo studio è partito dall’analisi di un caso del 22 gennaio, una persona che ne ha infettate 13 altre su un autobus, senza interagire con loro e finendo per ‘spedire’ il virus fino a passeggeri seduti appunto a 4,5 metri di distanza. Successivamente si sono verificati altri contagi simili.
Nel paper si legge che "in un ambiente chiuso con aria condizionata, la distanza di trasmissione del nuovo coronavirus supera la distanza di sicurezza comunemente riconosciuta". Oltre a questo, sembrerebbe che il virus possa resistere per giorni sulle superfici, a seconda dell'ambiente: pare che a una temperatura di 37 gradi sia in grado di sopravvivere da due a tre giorni su materiali come vetro, tessuto, metallo, plastica o carta. E più di cinque giorni nelle feci o nei liquidi corporei umani.

La spiegazione è che in uno spazio completamente chiuso il flusso d'aria è guidato dall'aria calda generata dagli impianti di condizionamento. L'aumento dell'aria calda può trasportare le goccioline cariche di virus a una distanza maggiore, spiegano i biologi cinesi.
Il team non è stato in grado di spiegare perché i passeggeri seduti immediatamente accanto al guidatore - che hanno subito la massima esposizione - non siano stati infettati (ecco perché lo studio ha bisogno di ulteriori conferme).
"Le nostre conoscenze sulla trasmissione di questo virus sono ancora limitate", concludono i ricercatori.