Roberto Burioni e Maria Rita Gismondo (ImagoE)
Roberto Burioni e Maria Rita Gismondo (ImagoE)

Milano, 24 febbraio 2020 - Il tema coronavirus è al centro dell'attenzione mediatica, politica e sanitaria: con inevitabili risvolti sociali e analisi economiche. Le istituzioni hanno adottato misure preventive finalizzate al contenimento dei contagi, ribadendo sempre l'importanza di una corretta informazione che non alimenti inutili psicosi. In questo contesto delicato si è assistito ieri a un botta e risposta social di due 'pesi massimi' della virologia. 

Maria Rita Gismondo: "Questa follia farà molto male"

Maria Rita Gismondo, direttore della Microbiologia Clinica, Virologia e Diagnostica delle Bioemergenze, dell'Ospedale Sacco di Milano - centro di riferimento nazionale per le malattie infettive - negli ultimi giorni ha fornito tramite il suo profilo social puntuali aggiornamenti circa l'andamento della situazione, sottolineando sempre l'importanza di attenersi ai dati ufficiali e di non trascendere con interpretazioni allarmistiche. L'esperta ha partecipato attivamente anche alla campagna informativa ufficiale di Regione Lombardia ponendo l'accento sull'importanza di "evitare il fai-da te" e smorzando derive catastrofiste. 

In un recente post, successivamente cancellato, la Gismondo ha scritto: "A me sembra una follia. Si è scambiata un'infezione appena più seria di un'influenza per una pandemia letale. Non è così. Guardate i numeri. Non è pandemia! Durante la scorsa settimana la mortalità per influenza è stata di 217 decessi al giorno! Per coronavirus 1!". La dottoressa conclude: "questa follia farà molto male, soprattutto dal punto di vista economico".

Replica social di Roberto Burioni

Roberto Burioni - Professore di Microbiologia e Virologia all'Università Vita-Salute San Raffaele di Milano e Direttore scientifico di Medical Facts - è stato interpellato su Twitter in merito alle esternazioni della collega. Nel corso di una discussione - anche in questo caso successivamente rimossa, definisce la collega "la signora del Sacco" e ribadisce quanto sostenuto anche all'interno della sua rivista online di approfondimento scientifico, appellandosi - anche nel suo caso - ai dati ufficiali. 

In merito al parallelismo ipotizzato dalla collega del Sacco, che ha definito il Covid-19 “un’infezione appena più seria di un’influenza”, il virologo ribatte: “in questo momento in Italia sono segnalati 132 casi confermati e 26 di questi sono in rianimazione (circa il 20%). Sono numeri che non hanno niente a che vedere con l’influenza (i casi gravi finora registrati sono circa lo 0,003% del totale). Questo ci impone di non omettere nessuno sforzo per tentare di contenere il contagio. Niente panico, ma niente bugie.”

Burioni, scendendo nel dettaglio, cita una fonte del  Sismg (Sistema di sorveglianza della mortalità giornaliera) che indica come fonte da cui avrebbe attinto la dottoressa Gismondo. In riferimento a quei dati, però, il professore chiarisce: Ecco i 217 morti al giorno per influenza. Ecco da dove se li è inventati. Non sono quelli per influenza, sono quelli totali in 19 città che vengono paragonati con quelli dell’anno precedente. Lei era stanca e ha sbagliato (capita, siamo tutti sotto pressione immane) ma i giornali hanno riportato senza controllare. Ci vuole maggiore attenzione.”

Non è un’influenza, purtroppo. https://t.co/nbNNtCdxoy

A questo punto la palla passa nuovamente a Maria Rita Gismondo che, di prima mattina, torna sulla questione annunciando - sempre via Facebook - che non intende spendere il proprio tempo a polemizzare sui social: “Sono stanca e disgustata. Il mio lavoro non è curare un profilo fb ma la salute della gente. Non seguirò né risponderò a commenti. Lascio ad altri questo hobby. Non posso permettermi di sprecare tempo. Il concetto rimane lo stesso. Anzi che seguire diatribe seguite i siti ufficiali di Oms e Ministero. La calma è l'educazione sono i migliori condimenti”. Non prima però di aver ribadito, in un altro messaggio pubblico, che i dati da lei pubblicati sono sempre presi da fonti ufficiali del Ministero della Salute. 
Nel frattempo la virologa aveva già provveduto alla cancellazione dei post che avevano innescato il vespaio, scatenando la replica del collega del San Raffaele. Ultimo atto delle querelle è l’ulteriore rimozione, da parte della dottoressa, anche dei sue due post odierni, intorno a mezzogiorno. Sul profilo ora non c’è più traccia delle esternazioni recenti, ma si ritorna alle pubblicazioni risalenti al 22 febbraio, in cui la Gismondo si limitava a riferire della gestione dell’emergenza ospedaliera.