Le procedure chirurgiche mininvasive si inseriscono in un’ ottica di rispetto dell’integrità del corpo, della sua funzione, della sua complessa tensostruttura. L’apice di questa evoluzione, nel campo della chirurgia vertebrale è rappresentato dalle tecniche endoscopiche, con significato sovrapponibile a quanto accaduto dagli inizi degli anni ’90 con lo sviluppo delle tecniche laparoscopiche in chirurgia generale e artroscopiche in ortopedia. L’essenza del concetto endoscopico è rappresentata dalla possibilità di portare la visione e l’azione chirurgica direttamente sulla patologia da trattare, mirando il bersaglio, senza alterare gli organi e i tessuti circostanti. Con questa metodica è oggi possibile trattare sia le ernie discali che le stenosi del canale vertebrale lombare che da sole rappresentano oltre l’80% della patologia degenerativa del rachide.

Il fulcro della procedura è rappresentato dalle peculiari caratteristiche dell’endoscopio che riunisce in unico strumento la visione magnificata della sede da trattare, la fonte di luce, l’irrigazione continua, il passaggio di strumenti attraverso una piccola, unica incisione cutanea. La finalità è sempre rivolta a liberare le strutture nervose da una situazione di compressione che può derivare o da un frammento discale, nelle ernie del disco, o dalla graduale riduzione dei diametri del canale vertebrale, nel caso delle stenosi. Nel primo caso il risultato si ottiene rimuovendo il frammento di materiale discale espulso, nel secondo allargando i diametri del canale vertebrale. Lorenzo Paoli e Alessandro Vagaggini, medici specialisti a Firenze, presso Villa Donatello, forti di una decennale esperienza nel trattamento chirurgico endoscopico delle ernie discali lombari, hanno così dato inizio in Italia alle procedure di decompressione endoscopica del canale vertebrale nel trattamento della stenosi.