Foto: karandaev / iStock
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Roma, 20 maggio 2021 - Numerosi studi hanno ormai accertato che una dieta ricca di carni rosse e lavorate espone il nostro organismo a patologie come il diabete o l’infarto. Ma ora emerge una novità ancora più allarmante, che non può che spingerci a riflettere meglio sulle abitudini alimentari. Il tema è stato recentemente ripreso da un report dell’Oxford University, pubblicato sulla rivista JNCI Cancer Spectrum: la ricerca rivela che ci sono diversi fattori non genetici (tra cui, appunto, un eccessivo consumo di carne rossa) che innalzano notevolmente il rischio di tumore al colon-retto prima dei 50 anni.

I fattori di rischio del cancro al colon-retto

I ricercatori hanno analizzato le cartelle cliniche appartenenti a oltre 26 mila pazienti che hanno contratto il cancro al colon-retto nella propria vita: 3.767 persone avevano meno di 50 anni. Successivamente hanno confrontato i loro dati sanitari con quelli di pazienti della stessa età, ma senza patologie, per comprendere eventuali fattori non genetici in grado di aumentare il rischio di imbattersi nel cancro al colon-retto. Una malattia che in un caso su dieci si verifica in pazienti giovani con meno di 50 anni.

Alcol, carne rossa e basso livello di istruzione

Il cancro al colon-retto ad esordio precoce, dunque in soggetti con meno di 50 anni, era associato a un uso irregolare delle aspirine, a un consumo eccessivo di carne rossa e di alcol e (sorprendentemente) a un basso livello di istruzione. I ricercatori hanno anche scoperto che una dieta povera di fibre aumentava il rischio di cancro al retto, ma non al colon. Quello condotto dall’Oxford University è il primo studio su larga scala dei fattori di rischio non genetici per il cancro al colon-retto a esordio precoce. Ovviamente serviranno ulteriori analisi per approfondire la questione, ma i risultati emersi dopo questa analisi sono una base da cui partire per capire come proteggere i giovani da alcune patologie tumorali.

Il cancro al colon-retto dagli anni Sessanta

Nel paper dello studio si legge un’altra informazione interessante a sostegno di quanto sostenuto dai ricercatori di Oxford: i casi di cancro al colon-retto a esordio precoce sono iniziati ad aumentare a partire dagli anni Sessanta, quando i nutrizionisti di tutto il mondo hanno cominciato a evidenziare dei cambiamenti significativi nelle diete di chi viveva nei Paesi occidentali. Questi cambiamenti consistevano in una diminuzione del consumo di frutta e verdura per fare più spazio a cibo spazzatura, carni lavorate, carni rosse e latticini. Tutti fattori non genetici, quindi non trasmissibili, che potrebbero contribuire ad innalzare il rischio di contrarre quel tipo di patologia.