In arrivo una nuova formula per prevenire placca e carie
In arrivo una nuova formula per prevenire placca e carie

Forse la scienza ha trovato un metodo per eliminare i batteri che si annidano fra i denti e provocano patologie fastidiose. Un team di ricerca americano della Università dell'Illinois a Chicago ha scoperto un trattamento che potrebbe un giorno fermare la formazione della placca, grazie a un nuovo tipo di nanoparticelle di cerio che va applicata ai denti presso gli studi dentistici. La ricerca viene presentata oggi all'American Chemical Society (ACS) Fall 2020 Virtual Meeting & Expo.


Il problema dei batteri sui denti

I batteri orali entrano in azione già appena concluso un intervento di igiene dentale per raschiare la placca: basta ingerire cibi a base di zucchero o carboidrati e la placca si riforma, producendo acidi che corrodono lo smalto dei denti e portando carie.
La bocca contiene più di 700 specie di batteri, alcuni benefici (aiutano a digerire il cibo e a tenere sotto controllo determinati microbi dannosi), altri invece, come lo Streptococcus mutans, che creano un microstrato che si deposita fra i denti, provocando carie. Sono batteri che si attaccano ai denti e iniziano a moltiplicarsi usando lo zucchero come fonte di energia. La pellicola che si forma non può essere facilmente rimossa con la spazzolatura e serve un intervento di igiene dentale per inibire la placca e fermare la carie dentaria. La medicina ha individuato nanoparticelle di ossido di zinco, ossido di rame o argento che possono essere impiegate nel trattamento delle infezioni dentali, ma hanno il difetto di c ausare macchie ai denti e resistenza dei batteri, e uccidono molti tipi di batteri in bocca, anche quelli buoni.

La ricetta per ridurre la placca

I ricercatori di Chicago hanno lavorato per trovare un'alternativa che non uccidesse indiscriminatamente i batteri nella bocca e che aiutasse a prevenire la carie. Hanno così capito che il problema potrebbe essere risolto dalle nanoparticelle di ossido di cerio, già impiegate in altri studi ma senza successo. Il team ha prodotto le nanoparticelle sciogliendo nitrato di ammonio cerico o sali di solfato in acqua e ne hanno testato gli effetti sulla pellicola che si forma sui denti. Hanno scoperto che la loro ricetta riduce la crescita del biofilm del 40%.
"Il vantaggio del nostro trattamento è che sembra essere meno dannoso per i batteri orali, in molti casi non li uccide", spiega Russell Pesavento, leader della ricerca. Le nanoparticelle hanno impedito ai microbi di attaccarsi alle superfici dentarie e di formare il biofilm.
La formulazione è stata brevettata e ora si lavora a una sua combinazione con il fluoro, in una soluzione che i dentisti potrebbero spalmare sui denti dei pazienti, rinforzando lo smalto. Il team ha anche iniziato a lavorare con i batteri legati allo sviluppo della gengivite e sta portando avanti test che permettano ulteriori miglioramenti nella cura di queste patologie che colpiscono gran parte della popolazione mondiale.