Camminare di buon passo aiuta a mantenersi in forma
Camminare di buon passo aiuta a mantenersi in forma

Milano, 23 febbraio 2020 - Camminare è uno dei gesti più naturali e spontanei dell’uomo. E, se ci pensate, è la prima grande conquista di un bambino verso l’autonomia. Oggi, che per spostarci usiamo auto, moto, bici, monopattini, scale mobili, ascensori e così via, la camminata è diventata una vera e propria attività sportiva che fa bene al corpo e alla salute.

Praticare movimento fisico, moderatamente ma costantemente nel tempo, è fondamentale per ridurre il rischio di malattie cardiovascolari, quindi di infarti e ictus. Pensate che, nell’arco di 10 anni, chi percorre a piedi più di 3 chilometri e mezzo al giorno ha un rischio di mortalità dimezzato rispetto a chi cammina per meno di 1 chilometro al giorno. Lo ha evidenziato uno studio nell’ambito dell’Honolulu Heart Program (Hawaii, USA). Ma camminare aiuta anche a mantenere la linea. O meglio, ‘camminata’ e ‘alimentazione corretta’ rappresentano il binomio perfetto per vivere in salute, normopeso, e a lungo. «Camminare è uno sport economico e alla portata di tutti, che non produce traumi alle articolazioni, ma permette di conquistare e mantenere la buona forma fisica senza stress». Lo afferma Laura Avalle, giornalista e divulgatrice scientifica che assieme alla biologa e nutrizionista Sara Cordara ha scritto il libro «La dieta della camminata», Tecniche Nuove.

«I ricercatori – spiega la Avalle – hanno stabilito che per perdere peso è necessario camminare alla velocità di 6 chilometri all’ora, ovvero circa 100 passi al minuto. Una camminata energica, insomma, con falcata ampia, durante la quale è importante il controllo della postura e del ritmo che deve essere sufficientemente impegnativo per generare un’attività allenante. Ma attenzione anche a quello che si mette nel piatto».

Non solo trekking nella natura, anche anche spingere il pupo è un allenamento

«Dimagrire senza fatica è impossibile – sottolinea la Cordara –. Un minimo di sacrificio è necessario e il modo migliore rimane sempre quello più antico: il camminare abbinato a una dieta ipocalorica studiata passo dopo passo. Non esistono ricette miracolose, il modo migliore è procedere per gradi senza avere fretta». «La dieta della camminata – spiega la nutrizionista – si basa su un programma alimentare diviso in cinque fasi, ciascuna delle quali prevede allenamento alla camminata da un minimo di 30 minuti fino ad arrivare a oltre un’ora al giorno. Per quanto riguarda l’apporto calorico, si parte da uno schema depurativo, con assunzione di meno di mille calorie giornaliere, per arrivare a uno schema definitivo che prevede 1.600-2mila calorie al giorno».

«La fase depurativa: dura tre giorni e serve a ‘ripulire’ e ‘alleggerire’ il fegato, la ghiandola che assieme a reni e intestino si occupa di espellere tossine, scorie e scarti metabolici dell’organismo. Si passa poi alla fase rieducativa di una settimana in cui si prosegue nella perdita di peso, ma con l’aggiunta di alcuni alimenti specifici. Seguono due fasi di consolidamento (rispettivamente di due e tre settimane) nelle quali si aumentano le quantità in grammi di pane e pasta. Infine si arriva alla fase di mantenimento, decisiva ai fini del successo della dieta per non riprendere il peso perso». Un’abitudine alimentare semplice, lineare, senza restrizioni particolari, che, unita alla camminata, diventa un sano stile di vita.