Alleviare un calo della memoria e fare prevenzione ritardando il decadimento delle funzioni psichiche nell’Alzheimer significa agire sugli stili di vita attraverso il benessere prima che vengano delineate tutte quelle condizioni negative che compromettono le abilità intellettuali e cognitive. «Fare prevenzione significa anche controllare più spesso il colesterolo cattivo già in età adolescenziale (per individuare una eventuale predisposizione genetica), a trent’anni (sindrome metabolica), poi a cinquant’anni e avanti di questo passo». Lo afferma Umberto Vitali nel suo libro “Prevenzione e lotta all’Alzheimer“. «In questo modo – scrive l’autore – risulta evidente che si prevengono le malattie più impegnative risparmiando inutili sofferenze e ingenti spese sanitarie. Bisogna insistere per questo sull’importanza di controllare il colesterolo LDL nella popolazione. Auspicando che la sanità regionale e nazionale si attivi e non rimandi più questa azione di medicina preventiva». In base ai valori riscontrati, aggiunge Vitali, che è specialista in pediatria e medicina dello sport, si potranno programmare interventi su stile di vita, alimentazione, attività fisica. Se tutto ciò dovesse risultare insufficiente occorre ricorrere al trattamento farmacologico dietro controllo medico.