La conoscenza è il primo passo per combattere e scacciare la paura. In questi giorni stiamo cominciando a conoscere il coronavirus. Un virus “nuovo” per l’uomo, contro il quale non abbiamo ancora un vaccino. Seguire le misure di prevenzione contro il contagio è, quindi, la strada giusta per difenderci dalla malattia. Ed è fondamentale compiere questo percorso con la giusta percezione del rischio, evitando di farci prendere dall’ansia. «Il fatto che si tratti di un nuovo virus, cioè sconosciuto al sistema immunitario dell’uomo – spiega Annamaria Colao, charmain cattedra UNESCO Educazione alla Salute e Sviluppo Sostenibile –, fa sì che non sia presente alcuna memoria immunologica nella popolazione, per cui, chiunque è potenzialmente suscettibile alla malattia e quindi può essere veicolo di infezione».

Nella maggioranza dei casi, il virus dà luogo a sintomi lievi-moderati. E questa caratteristica favorisce la possibilità della diffusione per contagio da parte dei soggetti che hanno sintomi poco evidenti o che sono addirittura asintomatici e quindi ignari del fatto di essere veicoli di infezione. Detto ciò, è facile comprendere quanto sia importante seguire diligentemente le norme di prevenzione: buone abitudini igieniche, che normalmente sarebbero utili anche per prevenire il contagio da virus più “familiari” come quello influenzale. Il coronavirus si trasmette principalmente attraverso le goccioline emesse con la tosse, gli starnuti e durante la conversazione ravvicinata. Minore, ma possibile, il caso che il virus possa essere trasmesso anche per via orofecale o “trasportato” dagli oggetti su cui si è depositato, magari a causa di uno starnuto. Quindi, innanzitutto, per mettervi al riparo dal contagio lavatevi le mani frequentemente e bene con acqua e sapone per almeno 1 minuto. In mancanza d’acqua, utilizzare i disinfettanti in gel a base di alcool al 60%. Coprite naso e bocca quando tossite o starnutite, meglio con l’avambraccio o il gomito o un fazzoletto usa e getta, che va poi buttato nella spazzatura, possibilmente in un contenitore chiuso. Evitate sempre di toccarvi con le mani gli occhi, il naso o la bocca: le mani entrano a contatto con superfici su cui il virus può essersi depositato e così potrebbero portarlo alle vie respiratorie.

Evitate gli ambienti affollati e chiusi, prediligendo gli spostamenti all’aria aperta. E se siete in presenza di altre persone, mantenete una distanza di almeno un metro, un metro e mezzo, da loro. Non baciate gli amici, né stringete le mani.

Se avete disturbi respiratori, indossate una mascherina in presenza di altre persone, e ricordate che la mascherina serve sostanzialmente per proteggere gli altri. Le mascherine usate e i fazzoletti usa e getta vanno riposti sempre nella spazzatura, possibilmente in un contenitore chiuso. Arieggiate sempre bene la casa. Se avete bambini, prima di tutto date il buon esempio lavandovi spesso le mani e rispettando le norme igieniche fondamentali. Ma non dimenticatevi neppure di tenere ben puliti e disinfettati i loro giocattoli e le superfici di gioco con disinfettanti a base di candeggina, alcol, etanolo al 75%, acido peracetico e cloroformio.

Se siete tornati da un’’area a rischio nei 14 giorni precedenti, o siete stati a contatto con persone rientrate da aree a rischio, e accusate sintomi respiratori (in particolare febbre, tosse secca, mal di gola, difficoltà respiratoria) non recatevi autonomamente al Pronto Soccorso o all’ambulatorio del medico o del pediatra di famiglia, ma contattate telefonicamente il medico, riferendo i vostri sintomi. Sarà il medico o il pediatra di famiglia a farvi le domande necessarie per tracciare il vostro quadro clinico, guidandovi in caso di rischio infezione a contattare il 112 o il numero verde gratuito 1500 del Ministero della Salute. Nel frattempo, evitate il contatto con altre persone o, se ciò è temporaneamente impossibile, indossate una mascherina.