Troppo tempo al chiuso e molte ore davanti a pc e smartphone, più del solito durante il lockdown e le vacanze, rischiano di accelerare con il ritorno a scuola, “l’epidemia di miopia” che si sta verificando già da anni. Oltre alle già note cause genetiche, la diffusione del disturbo sembrerebbe infatti legata anche a fattori ambientali e gli occhi dei più piccoli rischiano di risentire del maggior utilizzo dei dispositivi digitali nei mesi d’isolamento, che contribuisce a favorire o ad aggravare alcuni disturbi, in primis la miopia. Per rallentare la corsa di questo difetto visivo, spesso sottovalutato, che in Italia riguarda circa un milione e mezzo tra bimbi e adolescenti, sono già disponibili lenti in grado di correggere e allo stesso tempo ridurre la progressione della miopia, in modo efficace, semplice e non invasivo. Un disturbo che compare nell’infanzia tende a peggiorare in età adulta, con il rischio di sviluppare possibili complicazioni come la cataratta, il glaucoma, il distacco di retina e la maculopatia.

"La miopia – ha scritto Paolo Nucci, Ordinario di Oftalmologia all’Università Statale di Milano – è il disturbo della vista più comune, si verifica quando la luce non converge correttamente sulla retina, facendo apparire sfocati gli oggetti distanti. Quando si corregge la miopia con un occhiale o con una lente a contatto si porta a fuoco l’immagine che arriva alla parte centrale dell’occhio ma non si ottiene lo stesso grado di messa a fuoco sulle immagini della periferia. Il risultato di questa scarsa correzione periferica è l’invio di un messaggio al cervello che segnala come l’occhio sia troppo corto per vedere bene a sufficienza: l’inevitabile reazione è una spinta all’allungamento oculare e quindi al peggioramento della miopia. Le lenti con tecnologia a defocus periferico – precisa Nucci – generano una particolare sfocatura della retina periferica che inganna il cervello facendogli credere che l’occhio è già cresciuto, un segnale che fa rallentare la progressione della miopia".

"Una volta escluse altre patologie come lo strabismo – aggiunge Luca Buzzonetti, Direttore dell’Unità Operativa Complessa di Oculistica del Bambino Gesù di Roma – il trattamento puo essere iniziato a qualsiasi eta. La progressione della miopia è massima tra i 6 e i 13 anni: prima si inizia la correzione meglio è".

Gli oculisti consigliano di prendersi cura della vista dei giovanissimi anche con l’aiuto delle buone abitudini. "La miopia ha fra le cause principali la predisposizione genetica: chi ha parenti stretti con gli occhiali per lontano ha un rischio maggiore. Se alla familiarità si associa una vista sempre focalizzata su distanze ravvicinate la probabilità di peggiorare aumenta – dice Massimiliano Serafino, direttore dell’Oculistica dell’Istituto Gaslini di Genova – perciò bisognerebbe trascorrere almeno due ore al giorno all’aperto e fare sempre pause frequenti dagli schermi o da tutte le attività a distanza ravvicinata: ogni venti minuti sarebbe bene staccarsi da libri, computer o cellulare per guardare fuori, lontano, per almeno venti secondi. Anche mantenere una buona postura, una distanza di lavoro corretta e una buona illuminazione aiuta gli occhi a rimanere in salute svolgendo attività a distanza ravvicinata; infine, è importante sottoporsi a regolari controlli della vista per trattare la miopia e monitorare la salute dell’apparato visivo, così da ridurre la progressione del difetto e le potenziali complicanze".

Alessandro Malpelo