Al momento è solo una speranza lontana, visto che i dati sono relativi agli animali da esperimento. Ma forse, in futuro, vere e proprie “bombe” di vitamina C per via endovenosa potrebbero diventare un alleato per l’immunoterapia, la strategia di cura che, attraverso i farmaci, mira a potenziare le difese dell’organismo nei confronti delle cellule neoplastiche. L’ipotesi affascinante viene da uno studio apparso su Science Translational Medicine e condotto dai ricercatori dell’Istituto Irccs di Candiolo. Ovviamente, anche nello studio sperimentale, il farmaco anticancro fa la parte del leone: unendo però l’azione di due medicinali con quella della vitamina C a dosaggi altissimi, tuttavia, si è riusciti a potenziare l’effetto dell’immunoterapia con gli inibitori di checkpoint (specifici farmaci che hanno questa azione), rallentando la crescita dei tumori e addirittura portando alla regressione completa in alcune forme. Per ora, in ogni caso, non si possono trarre conclusioni sui possibili sviluppi della ricerca: si spera, un domani, in nuovo possibilità di trattamento di alcuni tumori.